Martedì, 05 Giugno 2018 09:10

Liceo “Petrocchi”, evitare soluzioni irresponsabili

Pistoia - L’Associazione Palomar, in occasione della manifestazione dell’8 giugno, esprime la propria solidarietà con il Liceo artistico Petrocchi costretto ad affrontare, da sei anni, un’emergenza spazi che non ha trovato, in così tanto tempo, alcuna soluzione.

Le proposte che si sono succedute nel tempo (dalla locazione nella sede dell’UNISER, al trasferimento nel padiglione Cassa di risparmio del vecchio ospedale del Ceppo, alla sistemazione prima nel Palazzo Rossi Cassigoli, ex sede del Cepu, poi presso l’Istituto Pelagia Romoli - ex Provveditorato, l’ex sede Polizia Stradale, fino alla installazione di un edificio prefabbricato nei pressi della sede di Via San Pietro) sono infatti sempre sfumate, spesso dopo lunghe contrattazioni, per mancanza di risorse, a dimostrazione dell’assenza di una seria analisi del problema.

Certamente l’accordo, su cui Provincia e Comune stanno lavorando (e sul quale torneremo), per la realizzazione di un nuovo edificio sul viale Adua non è una risposta per l’oggi. Infatti, l’imminente sfratto, confermato per il 16 ottobre 2018, dalla succursale di via del Bottaccio, nonché la mancata disponibilità fin da inizio anno della sede di San Leone, hanno creato ulteriori disagi a studenti, insegnanti e personale Ata che operano quotidianamente in una realtà dagli spazi inadeguati e malsicuri.

Sgomento ha inoltre prodotto la proposta dei doppi turni, improponibile per studenti che trascorrono ogni settimana circa 34 ore a scuola, che provengono in numero consistente da province limitrofe o dalle comunità montane e per i quali il pendolarismo costituisce una realtà già quotidianamente faticosa. Per non parlare del lavoro degli insegnanti, che sarebbero costretti a svolgere le attività di collegi, scrutini, ricevimenti ecc. in orari serali. Qualità dello studio e qualità del lavoro sarebbero gravemente compromesse.

Le attività didattiche pomeridiane, se non serali, non sono consone ad un apprendimento efficace e un’organizzazione così strutturata non potrà che avere conseguenze negative sul piano dell’offerta formativa e porterà a vanificare lo sforzo compiuto per garantire un percorso formativo di qualità, finalizzato a creare una scuola accogliente e attiva, attenta ai bisogni degli studenti, capace di leggere le opportunità messe a disposizione dal territorio, promotrice di eventi culturali e occasioni di crescita qual è il Liceo Petrocchi oggi.

Certo non è difficile prevedere che non si tratta solo di sacrificare le prospettive di sviluppo di una scuola, ma di costringerla ad una contrazione che avrà tra le conseguenze la negazione del diritto di scelta per gli studenti – negazione, quindi, di diritto allo studio – e il taglio progressivo di numerosi posti di lavoro tra gli insegnanti.

È quindi necessario che tutte le autorità politiche e istituzionali del territorio si mobilitino per risolvere la questione con risposte immediate e fattibili. È importante pertanto che la Provincia elabori un progetto chiaro e siano stanziate le risorse necessarie a livello nazionale: l’edilizia scolastica è infatti un problema che non può essere ulteriormente ignorato perché riguarda la sicurezza di insegnanti, operatori e studenti che hanno il diritto di lavorare e apprendere in una scuola ricettiva e sicura.

Chiediamo pertanto che, non solo sia trovata al più presto una soluzione immediata che impedisca l’attuazione di progetti irresponsabili e superficiali, ma ancor meglio sia elaborata una proposta strutturale, di ampio respiro, che garantisca agli studenti e ai lavoratori del Liceo artistico Petrocchi spazi adeguati e tempi consoni all’apprendimento.


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