VALDINIEVOLE

Giovedì, 28 Febbraio 2019 11:16

La Volpoca, nuova arrivata nel Padule di Fucecchio

Una Valpoca nel Padule Una Valpoca nel Padule Foto di Stefano Petrassi

La passione degli Amici del Padule. Censimento degli svernanti

LARCIANO - Erano 27 le Volpoche presenti nella riserva naturale del Padule di Fucecchio nel giorno del censimento degli uccelli acquatici svernanti: un numero analogo a quelle che negli anni scorsi sono nate all’interno dell’area protetta. In questi giorni è ancora possibile osservarne un gruppo consistente dall’osservatorio delle Morette, assieme ad un ampio e colorato assortimento di altre anatre: Codoni, Fischioni, Canapiglie, Alzavole, Moriglioni....

La Volpoca è una specie nuova per il Padule, al pari di molte altre che hanno colonizzato spontaneamente quest’area negli ultimi venti anni. Il nome curioso deriva dall’abitudine di deporre le uova in tane abbandonate di volpi (o altri mammiferi), e dalle dimensioni (e struttura) simili a quelle di un’oca. La banda marrone-rossastra sul petto bianco e il becco rosso vivo la rendono inconfondibile anche a grande distanza, ma a ben vedere anche altri colori – una macchia nera sul ventre e una sfumatura ocra nel sottocoda - concorrono a farne uno degli uccelli più eleganti della nostra fauna.

“Diamo conto di questa nuova presenza – scrive l'Associazione Amici del Padule di Fucecchio - perché ci piace sottolineare anche gli aspetti positivi e non solo le numerose criticità del Padule, e ci teniamo a condividere con tante persone le grandi emozioni che quest’area regala in questo scorcio di fine inverno. Per questo continueremo a dare tutto il supporto che ci è possibile alle tante attività del Centro di Ricerca e Documentazione, affinché possa continuare a svolgere il suo lavoro, che spazia dalle azioni di conservazione e ricerca, a quelle di educazione ambientale e promozione turistica.

Un benvenuto quindi alla volpoca e a tutti i visitatori, pennuti e non, che apprezzano la bellezza di questi luoghi. E un benvenuto a tutti coloro che vorranno unirsi a noi in una battaglia che non consideriamo affatto 'locale' (anche se spesso ci troviamo a dover assistere a localismi e particolarismi), perché stiamo parlando di un'area di importanza internazionale e di uccelli che attraversano decine di frontiere e che appartengono quindi all'intera collettività. La strada da fare è ancora molta, ma siamo felici anche di poter dare conto di risultati concreti, di cui tutti possono beneficiare, e di poter sostenere (anzi di essere parte) di una esperienza, che, per quanto certamente perfettibile, è la sola che si è dimostrata credibile (da quasi trenta anni a questa parte)”.

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