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Martedì, 13 Novembre 2018 18:55

Delitto Marchesano, prende corpo il movente passionale

Il movente starebbe nelle tracce lasciate da un rapporto finito

PISA – Ormai sembra chiaro che le indagini si stanno indirizzando verso il movente passionale: Giuseppe Marchesano secondo gli inquirenti sarebbe stato ucciso dall'amico Denny Scotto per gli strascichi di un rapporto omosessuale finito. Così Scotto sarebbe partito con il suo pick up da Chiesina Uzzanese e avrebbe raggiunto l'amico nel suo appartamento di Castel del Bosco a Montopoli Valdarno. Avrebbe suonato alla porta e sarebbe entrato come un vecchio amico, portando però con sé una pistola. E quindi determinato a regolare i conti con il suo coetaneo.

L'omicidio è avvenuto attorno alle 19 di venerdì (i rilievi del medico legale hanno infatti stabilito con precisione l'ora della morte). Attorno alle 19 l'auto dello Scotto è stata ripresa nella zona da una telecamera di sorveglianza.

Se questa non è la prova regina, certo è un indizio che ha orientato le indagini e ha convinto ieri il Procuratore del Tribunale di Pisa a decidere l'arresto del giovane pistoiese 27enne.

E attorno a Denny Scotto si sono concentrati i sospetti, avvalorati dalle contraddizioni in cui è caduto nel corso delle 4 ore di interrogatorio che ne hanno preceduto l'arresto.

Il punto di partenza di questo terribile omicidio sembra dunque per ora ancorato alla amicizia fra i due, divenuta nel tempo rapporto e trasformata poi in un allontanamento colmo di rancore.

A meno che in questa brutta storia non ci siano ancora dei misteri da svelare. Certo è che di recente Scotto aveva acquistato due pistole. E una, una 357 magnum potrebbe essere compatibile con i proiettili rimasti nel corpo di Giuseppe Marchesano.

Il finale del copione di questo giallo sembra già scritto. Occorre solo aspettare che le altre tessere del puzzle dell'inchiesta siano messe a fuoco. Intanto Denny Scotto rimane nel carcere pisano. (m.d.)

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