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Venerdì, 09 Novembre 2018 16:55

Montecatini, oltre 1800 volumi grazie alla famiglia Dini

Un grande gesto d’amore delle figlie di Piero Dini

MONTECATINI - Il Comune di Montecatini ha annunciato con estrema soddisfazione nel corso di una conferenza stampa la donazione da parte della famiglia Dini, con la presenza delle figlie Francesca e Germana, di un cospicuo materiale documentario e librario che andrà ad arricchire il patrimonio della Biblioteca Comunale.

Il fondo, che sarà intitolato al babbo Piero e alla mamma Elena, è incentrato per lo più sulla pittura dell’Ottocento, in particolare dei Macchiaioli, con sezioni dedicate alla musica e al teatro lirici. Piero Dini, montecatinese doc, è considerato il più grande esperto internazionale della pittura di quel periodo.

“Si tratta di un’acquisizione di livello inestimabile che è un grande gesto d’amore delle figlie di Piero Dini, che oggi ha 89 anni, a nome della famiglia. E’ un archivio di ben 1840 volumi che avrebbe potuto essere a Roma, New York o a Parigi. Rimarrà invece a Montecatini e diventa un patrimonio incredibile. Questo Fondo è sicuramente la realizzazione più importante dell’amministrazione Bellandi nel settore della cultura, assieme alla creazione del museo MO.C.A, inaugurato il 4 dicembre 2012. Un dono di cui diciamo grazie alla famiglia Dini e di cui beneficeranno le future generazioni, per motivi di studio sia sui Macchiaioli, che sulla pittura dell’800 con un’ampia sezione dedicata a lirica e teatro lirico”.

E’ già iniziato in Biblioteca il lavoro di inventariazione, mentre sarà da realizzare quello di catalogazione che una volta terminata permetterà di consultare i volumi sulla piattaforma del Servizio Bibliotecario Nazionale e già dalla prossima settimana, per chi vorrà, in Biblioteca.

Molto soddisfatte anche le figlie di Piero Dini.

“Io e mia sorella Germania siamo esecutrici – dice Francesca Dini – ma questo è il segno della presenza che dà significato all’intera vita di mio padre e di mia madre che ci ha lasciato qualche anno fa. Un uomo che si innamorò dei Macchiaioli a fine anni Cinquanta con il libro “Poesia dei Macchaioli”, per poi incontrare nel 1963 Mario Borgiotti, pittore e collezionista d’arte, l’uomo che forse più di altri gli cambiò la vita”.

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