VALDINIEVOLE

Martedì, 09 Ottobre 2018 16:00

"Terra buona", documentario del pesciatino Rossi

Presentato ieri sera al cinema Splendor

PESCIA - È stato presentato ieri, lunedì 8 ottobre, al Cinema Splendor di Pescia il film documentario “Terra Buona”, scritto e diretto da Samuele Rossi, regista originario di Pescia, già noto per il film La Strada Verso Casa e i film documentari La memoria degli ultimi e Indro, l'uomo che scriveva sull'acqua. Prodotta da Echivisivi, l’opera è stata commissionata da Caritas diocesana di Pescia: realizzata in collaborazione con le Caritas diocesane di Pistoia e Lucca, ha ottenuto il finanziamento 8xmille CEI da parte di Caritas Italiana.

Il film si sviluppa intorno al racconto delle buone prassi di accoglienza dei migranti sui territori provinciali di Pistoia e di Lucca, cercando di restituire un ritratto oggettivo e serio di un sistema che ha saputo in questi ultimi anni fronteggiare una profonda emergenza grazie alla professionalità degli operatori coinvolti e all'impegno dei molti volontari.

In sala presenti oltre 150 persone, rappresentanti del mondo istituzionale, del sistema di accoglienza, delle parrocchie e dell’associazionismo locale, e comuni cittadini desiderosi di approfondire questa tematica complessa. Fra i tanti spettatori, i direttori delle Caritas diocesane sorelle di Lucca e Pistoia, Donatella Turri e Marcello Supressa, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Pescia, Fiorella Grossi, il sindaco del Comune di Massa e Cozzile, Marzia Niccoli, e il consigliere regionale Marco Niccolai.

La proiezione del film è stata aperta dai saluti del vescovo di Pescia, Mons. Roberto Filippini, del Sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, della direttrice della Caritas diocesana, Maria Cristina Brizzi, e del regista dell’opera, Samuele Rossi.

La direttrice, dopo i ringraziamenti dovuti, ha spiegato il perché dell’impegno delle tre Caritas diocesane in un film sull’immigrazione: “In primis, per far conoscere la realtà di persone e comunità che altrimenti non emergerebbero nel bombardamento di notizie quotidiane; perché è uno strumento per far animazione sul territorio mettendo in pratica il fine principale che abbiamo, cioè promuovere la testimonianza della carità della comunità ecclesiale; infine, per far sì che l’altro non sia visto solo come un numero, o peggio un pericolo, ma come una persona con cui fare un pezzo di strada”.

Mons. Filippini ha voluto sottolineare l’impegno della Chiesa, con i suoi organismi preposti alla carità, nell’accoglienza dei richiedenti asilo, questo perché: “Non c’è cristianesimo senza carità, senza espressione di assistenza e fratellanza. È l’amore l’esperienza centrale del cristianesimo, senza il quale la fede è una fede morta. Il cristiano, come il buon samaritano, si fa prossimo a chi ha bisogno, senza farsi troppe domande, semplicemente perché è un uomo”.

Il sindaco Oreste Giurlani ha parlato del modello di accoglienza diffusa toscana, modello positivo, perché crea inclusione. “In questo momento fare accoglienza non è semplice, per noi amministratori fare accoglienza e raccontare la buona accoglienza non è assolutamente facile: mi auguro che questa iniziativa serva anche a noi per attuare politiche di inclusione. Alzando i muri non si bloccano i flussi, si creano solo difficoltà nelle comunità locali, che sono poi le realtà che devono attuare e gestire l’accoglienza e l’integrazione”.

Anche il consigliere regionale Marco Niccolai ha affermato: “é un tema rilevante per tutti e questo tipo di iniziativa aiuta ad affrontare la battaglia più importante, quella culturale, che ci dovrà vedere impegnati nei prossimi anni: un conto è leggere di immigrazione, un conto è ascoltare le storie di questi ragazzi. Il modello toscano che vede i Comuni al centro della gestione dell’accoglienza ha funzionato: il tema dell’integrazione passa dal coinvolgimento delle comunità locali e non dalle decisioni di Governo e Prefetture.” Ha poi concluso “Samuele Rossi è un orgoglio cittadino, sta portando alto il nome di Pescia e della Valdinievole sul panorama nazionale”.

“Ringrazio tutti voi per il calore e l’accoglienza, perché sono figlio di questa terra e torno sempre con piacere” saluta il regista Samuele Rossi e continua facendo cenno alla genesi dell’opera: “Il percorso per la creazione di questo film è iniziato tre anni fa, partendo da una sensazione di disagio: con Antonino Ruggiero di Caritas diocesana abbiamo iniziato a riflettere sul bisogno di fare cultura sull’immigrazione, sul bisogno di rispondere alla domanda “Cosa si può fare per raccontare meglio, diversamente dalla solita feroce narrazione, quello che è l’accoglienza?” La risposta è stata raccontarla per quello che è, in modo oggettivo, con i limiti e con i grandi pregi che porta con sé. Questo film documentario è stato dunque pensato per essere strumento di conoscenza, per dar modo alle persone di conoscere ed approfondire la tematica e solo dopo parlarne con cognizione di causa”.

Il film sarà, infatti, utilizzato nei prossimi mesi come strumento didattico e informativo all’interno delle scuole e delle comunità delle tre diocesi e proseguirà nei territori con alcuni eventi dedicati al confronto e alla condivisione di un dibattito che vuole riportare un atteggiamento aperto e costruttivo nelle varie realtà su un tema così importante come quello dell’accoglienza e dell’immigrazione.

I ringraziamenti speciali della direttrice Maria Cristina Brizzi vanno ai direttori delle Caritas diocesane di Pistoia e Lucca, che si sono fatti coinvolgere in questa impresa; a Caritas Italiana per aver creduto e finanziato il progetto; a tutte le realtà di accoglienza che hanno partecipato alle riprese; al Cinema Teatro Splendor di Pescia che ha messo a disposizione la sala; allo staff di Caritas diocesana che ha seguito il progetto e organizzato la presentazione.

 

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