VALDINIEVOLE

Martedì, 25 Settembre 2018 13:12

Pescia, torturò e uccise un cane: domani a processo

la cagnolina Pilù la cagnolina Pilù

Prevista anche una manifestazione animalista davanti al Tribunale

PISTOIA - Domani davanti al giudice Azzaroli del Tribunale di Pistoia, si aprirà il processo che vede accusato di maltrattamento di animali un 30enne di Pescia. I fatti contestati all'uomo sono accaduti nel maggio 2015. 

Per aver seviziato una povera cagnolina tipo pincher filmando tutte le fasi e postando il video sul web.

"Immagini crude, tremende, difficili da descrivere. Pilù è deceduto a causa della ferite inferte” scrive il presidente di Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale.

"E l'associazione - continua Caporale - ha poi sporto querela affinché non restasse impunito quel gesto criminale. L'imputato dovrà rispondere per il reato di maltrattamento di animali. Gli animali hanno il diritto ad avere un difensore nelle cause contro i loro aguzzini. Ho deciso di partecipare al processo perché Pilù è uno degli animali simbolo della quotidiana violenza contro i più deboli. Sarò presente anche al presidio davanti al tribunale con tutti gli amici animalisti dalle ore 14 alle ore 16. Noi non dimentichiamo mai”.

L’avvocato Francesca Menconi, rappresentante in giudizio dell’associazione, ha ricordato nella stessa nota i capi di imputazione.

"Il decreto di citazione a giudizio dispone, sommariamente l'imputazione per i seguenti reati: art. 61, n. 1 e 544 ter co. 1 e 3 cp perché spinto da futili motivi riconducibili alla volontà di vendicarsi di presunti torti subiti dalla fidanzata maltrattava e creava lesioni al cane di lei. A seguito di tali condotte unite alla circostanza di aver fatto ingerire alimenti incompatibili alla natura dell'animale cagionava la morte dello stesso che sopraggiungeva per acidosi metabolica".

"Il reato ascritto è quello di maltrattamento di animali di cui all'art. 544 ter co. 1 e 3 in virtù dei quali 'Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale’. Il tutto aggravato dalla circostanza dei motivi abietti o futili” conclude il legale. 

La Lega Nazionale difesa del cane e Oipa Italia si sono già presentate come parte offesa al processo. 

questo articolo è stato offerto da:


1 commento

  • Link al commento Monica Mercoledì, 26 Settembre 2018 00:56 inviato da Monica

    E' stato provato da psichiatri di tutto il mondo che chi uccide e sevizia un animale puo' tranquillamente fare lo stesso a una persona. Fuori dalla societa' civile psicopatici del genere. IN GALERA A VITA.

    Rapporto

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.