VALDINIEVOLE

Venerdì, 06 Luglio 2018 15:29

Edward Carey in mostra al Parco di Pinocchio

Quarantadue opere dedicate al burattino

PESCIA - Quarantadue opere in mostra e un libro in uscita: questo di Edward Carey è l’omaggio di una vita di amore dedicata alla figura di Pinocchio.

Nel ventre della balena è una mostra, curata da Alba Donati e promossa dalla Fondazione Carlo Collodi in collaborazione con La Milanesiana ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi e con Fenysia -Scuola di Linguaggi della Cultura ma è anche un libro, che esce a luglio con La nave di Teseo.

Realizzata grazie alla collaborazione con la Fondazione Meyer e con il contributo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, la mostra sarà  inaugurata il 12 luglio a Collodi nelle sale del Parco di Pinocchio e rimarrà aperta fino al 2 settembre.

Dal 13 settembre la mostra si sposterà nella sede di Fenysia -Scuola di Linguaggi della Cultura che si trova in Palazzo Pucci, uno spazio vagamente labirintico nel quale è facile perdersi: luogo ideale per le opere di Edward Carey.

Tutto comincia un anno fa, mentre lo scrittore era ospite in residenza presso l’Ospedale Pediatrico Meyer nel quale  si entra attraverso una sala d’ingresso che sembra una pancia di balena. Durante il soggiorno Carey visita il Parco di Pinocchio su invito del presidente della Fondazione Collodi, Pier Francesco Bernacchi. “

Le Avventure di Pinocchio è sempre stato per me il libro più importante di tutti – racconta Carey - da bambino ne ero affascinato e spaventato allo stesso tempo. Ho collezionato tantissime edizioni, dalla versione originale illustrata da Enrico Mazzanti, a Carlo Chiostri, da Roberto Innocenti a Lorenzo Mattotti, da Jim Dine a Ron Mueck e Winshluss.” 

Le opere in mostra sono quarantadue tra acquerelli, dipinti e sculture. Edward Carey espone gli oggetti che hanno fatto compagnia a Geppetto nella sua lunga permanenza nel ventre del pescecane come l’osso di balena su cui dipinge un cielo e che diventa la finestra da cui guardare  il mondo o la vecchia tabacchiera dove conserva una scheggia di legno del suo bambino. 

La mostra, nel progetto di Valeria Ioele, riproduce il fitto buio della prigionia con gli oggetti che baluginano nella semioscurità, fino ad aprirsi sulla finestra vera che incornicia il piccolo e fiabesco paesaggio di Collodi. In mezzo, i ritratti dei personaggi chiave,  fra cui il Gatto e la Volpe, la Fata Turchina e Lucignolo in una luce crepuscolare di perdenti. "Qui nessuno vince, nessuno è furbo – dice la curatrice Alba Donati - tutti portano il marchio di una misera vita.  Su di loro Geppetto si erge come un novello Mosè, lui è l’eroe, lui che conosce il senso dei ricordi, della memoria e dell’immaginazione".

“Geppetto è un artista - racconta ancora Edward Carey - un inventore. È talmente povero da non potersi permettere un fuoco e ne ha dipinto uno sulla parete; e, ovviamente, la sua più grande creazione è suo figlio. Ho iniziato a immaginare che cosa Geppetto avesse mai potuto creare: busti di se stesso e di Pinocchio fatti di gallette masticate trovate nella barca; un ritratto di un granchio, suo compagno lì nel ventre; gli ho fatto dipingere donne conosciute durante la giovinezza su pezzi di legno alla deriva; gli ho fatto dipingere un grande cielo su un osso di balena, che lui chiama ‘finestra’, quando finisce l’inchiostro vero, Geppetto usa quello di seppia per fare un autoritratto".

Quando ha iniziato a lavorare a una mostra commissionata dalla Fondazione Collodi per il Parco di Pinocchio, Carey aveva immaginato di fare qualche nuova illustrazione e qualche scultura.

“Mentre rileggevo il testo, però – racconta - un dettaglio su cui non mi ero mai  soffermato ha iniziato a conquistare spazio nella mia mente: il libro racconta che Geppetto passa due anni dentro il ventre di un pescecane (che spesso viene rappresentato come balena). Mi sono chiesto cosa mai avesse fatto lì dentro durante quei due anni”.

Nel ventre della balena (tradotto da Sergio Claudio Perroni) è il diario di bordo che La nave di Teseo pubblica, la cui uscita coincide con l’inaugurazione della mostra.  

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