VALDINIEVOLE

Giovedì, 05 Luglio 2018 19:46

"Quella bottigliata alla testa poi sono svenuto"

Al processo parla il poliziotto aggredito a Montecatini

PISTOIA - “L’ultima immagine che ho è un coccio di bottiglia che teneva tra le mani”.

Una lunga testimonianza quella dell’ispettore del commissariato di Montecatini Paolo Piero ascoltato stamani dai giudici del tribunale collegiale nella seconda udienza al processo che vede imputati per lesioni gravissime due rumeni di 32 e 18 anni.

Pieri ha ripercorso i momenti prima e dopo l’aggressione del 13 marzo scorso in corso Roma rispondendo alle domande della difesa e del pubblico ministero Linda Gambassi. “Quella mattina ero libero dal servizio e mentre passeggiavo con il mio cane ho visto due persone che infastidivano due commesse del negozio Verdissima. Avevano bottiglie di vetro in mano. Non ho fatto in tempo a chiamare la volante che si sono avvicinati”.

Pieri – rispondendo alle domande dei difensori di Gheorge Spataro, romeno di 31 anni, in carcere per lesioni gravissime perché accusato assieme ad un connazionale 17enne di aver aggredito il poliziotto – ha ricordato che si trovava davanti alla caserma dei Vigili del fuoco con il suo golden retriever. “Sono intervenuto quando hanno infastidito una anziana. A quel punto mi sono qualificato esibendo il tesserino e mettendo il cane al sicuro in un negozio quando ho visto che non c’era via di uscita”. Il negozio “Pluto” di toilettatura per cani.

“Questi non si fermavano, uno dei due si è messo il cappuccio poi trafficavano dietro a una macchina. Mi sono avvicinato e la prima bottigliata diretta alla testa l’ho parata. Poi si sono messi davanti a me, non ricordo chi dei due mi ha tirato la bottiglia. Spataro aveva in mano un ombrello. Sicuramente mi sono difeso”.

Da quella violenta aggressione l’ispettore ha riportato due denti rotti, un incisivo spezzato e ricostruito, e un altro incisivo fratturato. E una cicatrice sulla guancia destra: un taglio profondo dalla guancia fino allo zigomo. “L’ultima immagine che ho è lui (Pieri si riferisce al minorenne) che mi guarda e che tiene un coccio di bottiglia in mano”. Con il quale ha sfregiato il poliziotto.

“Ero tempestato di botte, pugni e poi usavano anche oggetti. Mi ricordo che parlavano e si alternavano nell’arrivarmi addosso. Poi sono stato sorpreso alle spalle e ho sentito una colpo e non ho più avuto modo di difendermi” ha continuato Pieri.

Il poliziotto, ricordiamo, era stato sorpreso alle spalle dall’amico di Spataru e colpito alla tempia con una bottiglia di vetro. “Mi sono svegliato in ambulanza”.

Dopo la testimonianza dell'ispettore, è stata la volta dell’imputato Gheorge Spataru, interrogato davanti al giudice dai suoi difensori.

Il 31enne – aiutato nella sua testimonianza da una interprete – ha raccontato che quella mattina era uscito di casa con il suo amico per andare a comprare due bottiglie di vino.

“Mi trovavo in centro e sono uscito per comprare qualcosa da bere perché c’era un compleanno. Avevamo un po’ bevuto e scherzavamo fra di noi”. Spataru ha spiegato che il connazionale ha comprato due bottiglie di vino. “Siamo arrivati davanti al negozio, volevamo entrare ma per scherzare e le commesse si sono chiuse dentro. Poi mi sono acceso una sigaretta davanti al negozio”. In mano Spataru dice di aver avuto una bottiglia e un ombrello mentre il suo amico la seconda bottiglia e un giacchetto.

Spataru ha detto che è stato invece l’ispettore ad andare verso di loro e che è stato il primo a tirare un pugno. E che non ha visto che si era qualificato.

La prossima udienza il 12 luglio. (i.l)

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