VALDINIEVOLE

Sabato, 02 Giugno 2018 21:51

Accordo in Valdinievole per il trasporto dei dializzati

La Società della Salute della Valdinievole stringe un accordo con Aned    

MONTECATINI - Grazie all’Attività Fisica Adattata l’aspettativa di vita per coloro che fanno la dialisi aumenta, la qualità della vita migliora e i costi per il sistema sanitario diminuiscono.  

È grazie a un accordo fra la Società della Salute della Valdinievole e ANED (Associazione nazionale emodializzati - dialisi e trapianto) che coloro che devono fare dialisi potranno fare la cosiddetta Attività Fisica Adattata per due volte a settimana. La SdS ha infatti deciso di dare un contributo economico ad Aned per sostenere i costi del trasporto dei dializzati.  

“Purtroppo – commenta il presidente della SdS della Valdinievole Pier Luigi Galligani – coloro che fanno dialisi hanno spesso difficoltà anche nel muoversi. I costi del trasporto protetto per le singole persone sarebbero insostenibili e questo potrebbe impedire a molti di andare a fare l’Attività Fisica Adattata. Per questo abbiamo deciso di stringere un accordo con ANED e di elargire un contributo economico a quest’ultima per garantire il trasporto dei dializzati”.     

“L’Attività Fisica Adattata – spiega Carlo Alberto Garavaldi, consigliere nazionale ANED con delega per la Toscana - permette di mobilitare le masse muscolari e favorisce la circolazione sanguigna. Questo porta enormi benefici per coloro che fanno dialisi, che ha come effetto collaterale il deposito di scorie nelle arterie. L’attività Fisica Adattata è una vera e propria medicina. È determinante per migliorare la qualità della vita perché contribuisce a far perdere peso, diminuisce l’ipertensione e migliora i quadri clinici generali permettendo ai pazienti di diminuire l’assunzione dei medicinali”.  

 “Fino a poco tempo fa – aggiunge il Dottor Alessandro Capitanini, Direttore Sos (struttura operativa semplice) di Nefrologia di Pistoia - il malato di rene e l’attività fisica erano a due poli opposti. Si pensava che per questa tipologia di malati l’attività fisica fosse rischiosa o inadeguata. Oggi sappiamo invece che anche per il malato renale e per coloro che fanno dialisi il movimento è fondamentale. Il reparto di Nefrologia di Pescia è stato il primo in Italia nel 2000 a proporre una sperimentazione di questo tipo. È stata un’esperienza bellissima che ha portato a pubblicazioni e a studi seguenti. Nel 2008 la sperimentazione si è ampliata coinvolgendo la Riabilitazione. Abbiamo fatto entrare un fisiorerapista nel reparto di dialisi scoprendo gli enormi benefici che la fisioterapia poteva portare ai pazienti.  Nel 2016 abbiamo messi i primi semi per la realizzazione del programma AFA, già prevista per molti malati cronici, anche per i dializzati. Nella concretizzazione del programma ci siamo però resi conto che uno dei problemi dei pazienti è la prossimità delle cure. Il trasporto in palestra rappresenta infatti un limite per i costi del noleggio dell’ambulanza. La Società della Salute è allora intervenuta per aiutarci proponendosi di sostenere i costi di un trasporto protetto dei malati. È un bell’esempio di come il territorio sia venuto incontro alle necessità del paziente”.  

Il progetto, partito da poco, si trova nella fase di valutazione dei pazienti che potranno effettuare l’Attività Fisica Adattata. Attualmente sono coinvolti i reparti di Dialisi e Nefrologia di Pescia e Pistoia, la Riabilitazione, la Società della Salute della Valdinievole e l’Aned. In una prima fase verranno coinvolti pochi pazienti ma la prospettiva futura è quella di coinvolgere tutti i malati di rene, i dializzati e i trapiantati e di estendere questo pogetto a tutta l’area vasta. Coloro che rientreranno nel programma potranno effettuare l’AFA per due volte a settimana, seguiti da personale competente. A questo si aggiungeranno 20 ore settimanali di fisioterapia per coloro che fanno la dialisi da parte dell’Asl.  

In Valdinievole sono circa 70 le persone che fanno emodialisi all’ospedale di Pescia, a Pistoia sono circa 130. A questi si aggiungono i trapiantati che sono circa un centinaio. Ogni dializzato deve recarsi all’ospedale a fare la dialisi per tre volte alla settimana.

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