VALDINIEVOLE
Mercoledì, 30 Maggio 2018 15:44

Turista colpito da aneurisma: salvato al San Jacopo

Fondamentale la cooperazione tra gli ospedali di Pescia e di Pistoia

MONTECATINI TERME - Ha funzionato la rete tra il 118, i medici del pronto soccorso di Pescia e i chirurghi vascolari del San Jacopo per salvare la vita ad un paziente olandese in vacanza a Montecatini, affetto da un raro aneurisma dell’aorta addominale ed operato in urgenza.

Ora è ritornato a casa, insieme alla moglie ed al figlio e salutando i sanitari ha detto: “Grazie a tutti, abbiamo molto apprezzato i vostri standard assistenziali”. W.F., 72 anni portati bene, era nel Camping Belsito della città termale quando è stato colto da forti dolori addominali. L’uomo del peso di oltre 120 chilogrammi e con un‘altezza sul metro e novanta centimetri, è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso del Cosma e Damiano di Pescia e subito sottoposto ad una ecografia che evidenziava un aneurisma di un diametro di 14x12 centimetri che aveva completamente dilatato il vaso arterioso e insidiava altri organi, mettendo in pericolo di vita il paziente.

Mentre veniva disposta l’immediata esecuzione della Tc con mezzo di contrasto, il direttore del pronto soccorso, dottor Fabio Daviddi, si metteva in contatto telefonico con il chirurgo vascolare di Pistoia, il dottor Giovanni Pascale. Fondamentale la trasmissione a distanza, ed in tempo reale, delle immagini Tc ed il consulto tra i due medici che decidevano di allertare nuovamente il 118 e procedere con l’immediato intervento chirurgico.

Mentre il paziente veniva trasferito da Pescia a Pistoia l’équipe chirurgica vascolare diretta dal dottor Pierfrancesco Frosini era già pronta ad attenderlo in sala operatoria. In sala operatoria oltre a Frosini e Pascale, completavano l’équipe chirurgica i dottori Alfredo Sabato e Giulia Bassoli, gli anestesisti Chiara Bondi e Francesca Biagini, la strumentista Elisa Zanetti e gli infermieri Gianluca Barontini, Elisa Virano e Monica Pozzi. Frosini ha precisato che se il paziente fosse risultato intrasportabile l’équipe chirurgica si sarebbe trasferita a Pescia. Il paziente è stato sottoposto ad un complesso e delicato intervento con il quale è stato rimosso il voluminoso aneurisma dell’aorta e asportato un altrettanto enorme trombo.

Da evidenziare anche l’utilizzo del recupero ematico intraoperatorio per autotrasfusione.

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