VALDINIEVOLE
Mercoledì, 23 Maggio 2018 18:48

Truffe scoperte grazie ad un albergatore detenuto

foto conferenza stampa foto conferenza stampa foto Carlo Quartieri

L'indagine "Pluribus" nata da una intercettazione telefonica

di Ilaria Lumini

PISTOIA – Non se l’aspettavano gli investigatori di “Amici Nostri”. Ma quando si sono imbattuti nelle intercettazioni telefoniche di un albergatore di Montecatini che si trovava in carcere, hanno capito che si trovavano di fronte a un vaso di Pandora da scoperchiare.

E alla fine, dopo oltre 44mila telefonate intercettate, quasi 300 al giorno, hanno accertato l’esistenza di un’altra associazione a delinquere, finalizzata questa volta alla commissione di truffe non solo ai danni dei creditori ma anche ai danni dell’Inps.

Grazie all’operazione “Pluribus”, i carabinieri e la guardia di finanza, hanno portato alla luce reati che vanno dall’associazione a delinquere, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, alla truffa, al falso, usura e ricettazione. Di questo sodalizio criminale facevano parte commercialisti, intermediari finanziari e ricettatori.

Il loro obiettivo era quello di commettere truffe e anche quello di effettuare assunzioni fittizie che avevano lo scopo di favorire l’illecita permanenza nel territorio dello Stato di extracomunitari, che potevano così ottenere il permesso di soggiorno; far erogare indennità di disoccupazione (Naspi) non dovute a italiani; consentire l’accesso al credito mediante l’esibizione di false buste paga; far ottenere benefici di legge, come le misure alternative alla detenzione, a persone che diversamente non avrebbero potuto ottenerli. 

“Venivano costituite società di comodo dotate di utenze telefoniche, di conti correnti e carte Poste-pay – ha spiegato il sostituto procuratore Claudio Curreli, titolare delle indagini - Gli ordini venivano pagati con assegni non coperti o con ricevuta bancaria a 90 giorni. La merce consegnata poi veniva fatta sparire. Veniva poi aperta una nuova società che utilizzando il capitale o il patrimonio di partenza faceva la medesima cosa. La merce veniva rivenduta ai ricettatori e con i soldi della vendita veniva finanziata la nuova ditta”.

Secondo gli inquirenti il promotore e ideatore del sodalizio criminale era l’imprenditore Demetrio Caracciolo, 60enne originario di Reggio Calabria e residente a Massa e Cozzile. Da stamani in carcere.

Di questa associazione facevano parte commercialisti, intermediari finanziari e i ricettatori.

Impressionanti i numeri alla fine scaturiti complessivamente dalle due indagini “Pluribus” e “Amici Nostri”: gli inquirenti parlano di 8 commercialisti coinvolti; 41 imprenditori; 13 faccendieri; 31 prestanome; 62 persone assunte in modo fittizio; 163 indagati di cui 36 contigui a consorterie di tipo mafioso (‘Ndrangheta); 1 obbligo di dimora, 25 arresti domiciliari e due custodie in carcere tra Pistoia, Firenze, Pescia, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Massarosa, Gioia Tauro, Lamezia Terme, Pieve a Nievole, Quarrata, Scandicci, Capannori, Vicopisano, Novara e Vibo Valentia; 8 aziende sequestrate al fine della confisca per un valore di 1,2 milioni di euro; 36 milioni di euro sequestrati fra conti correnti, depositi bancari e proprietà immobiliari; un danno nei confronti di creditori e Stato calcolato in 50 milioni di euro.

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