VALDINIEVOLE

Sabato, 19 Maggio 2018 12:23

Morelli “scomunicato” dal Pd per l'appoggio a Giurlani

Aldo Morelli Aldo Morelli

Una nota al veleno del coordinatore Pier Luigi Galligani

PESCIA – Tanto tuonò... L'appoggio dichiarato di Aldo Morelli alla candidatura di Oreste Giurlani ha innescato la bomba che alla fine è esplosa.

In un comunicato Pier Luigi Galligani, Coordinatore del Gruppo di Reggenza provinciale PD,  dice in modo esplicito che le scelte di Morelli “sono inaccettabili per motivi etici e politici e vedranno l'applicazione di quanto previsto dallo statuto e dal codice etico del Partito stesso”. Frattura in corso insomma.

Il Partito Democratico Provinciale di Pistoia precisa che “la presenza di Aldo Morelli ad iniziative di campagna elettorale o tramite esternazioni sui social a favore della Candidatura di Oreste Giurlani a Sindaco di Pescia non impegna in alcun modo il PD a sostegno di tale Candidatura ed alle liste collegate”.

Quella di Morelli, ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Lamporecchio, storico dirigente e attualmente membro dell'Assemblea provinciale del PD, “ha assunto una posizione personale non condivisa dagli Organismi del PD a nessun livello”, sottolinea Galligani. Che precisa “che il Candidato Oreste Giurlani non è attualmente iscritto al Partito Democratico e che, a suo tempo, fu sospeso in concomitanza con l'avvio delle sue vicende giudiziarie”. La posizione eretica di Aldo Morelli insomma non solo ha sorpreso e fatto arrabbiare il Coordinatore della Reggenza del Pd, ma si prepara probabilmente a dare il via ad un aspro confronto interno al partito. Che potrebbe portare alla “sospensione” di uno storico esponente della vecchia guardia PCI.

La storia era cominciata con un accenno su un giornale locale pesciatino e si era poi rovesciata sulle pagine Facebook, fino ad arrivare ad uno scontro aspro e diretto in un post di Daniele Bettarini, sindaco di Buggiano e compagno di Federica Fratoni. Uno scambio, graffiante, di considerazioni col sapore più di un battibecco fra aderenti a partiti diversi che a un confronto dentro lo stesso partito.

Fino all'acuto finale, quando Aldo Morelli ha scoperto le carte: “Non ho fatto nessuna dichiarazione a favore di nessuno. Ma se proprio Daniele e altri lo vogliono sapere, ebbene si sosterrò Oreste Giurlani per due ragioni, strettamente correlate: la prima, l'amicizia di lunga data che mi lega ad Oreste; la seconda, l'inaccettabile trattamento che lo stesso ha subito dal suo e mio partito, abbandonato e allontanato come un 'paria', dimenticandosi, forse, che nel nostro paese una persona fino a che non è condannato è innocente, si chiama presunzione di innocenza. E io nella mia vita non ho mai abbandonato nessuno e non ho intenzione di cominciate a farlo!"

“Hai scelto di andare contro il tuo partito - aveva ribattuto Bettarini - in un momento di grande difficoltà. Certo, l'amicizia è un valore importante, ma lo è anche la lealtà e tu almeno uno dei due l'hai tradito, ovviamente la tua libertà di scelta è sacra e legittima ma comporterebbe anche un atto di responsabilità nei confronti del TUO partito....quale....sceglilo Tu!”

Ora la vicenda è uscita dalla gabbia degli scambi e del batti e ribatti della rete. E passa agli organismi di partito. Più formali, ma meno disponibili ad essere teneri con posizioni personali. E la vicenda Giurlani entra, comunque vada a finire il caso-Morelli, a gamba tesa nel bel mezzo della campagna elettorale. (m.d.)

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