VALDINIEVOLE

Venerdì, 18 Maggio 2018 00:52

Pescia, il confronto si accende su Giurlani

Oreste Giurlani Oreste Giurlani

Una nota del Pd contro le affermazioni dell'on Donzelli

PESCIA – Area pesante nel Pd nell'appuntamento elettorale di Pescia: si vede infatti di fronte la lista di Oreste Giurlani, ex sindaco sospeso dal partito dopo l'inchiesta sui finanziamenti Uncem.

Una brutta gatta da pelare sicuramente e che preannuncia il rischio di fronde interne. Sulla vicenda Giurlani il Partito Democratico di Pescia interviene intanto oggi e con una nota “respinge con forza” le affermazioni fatte nei giorni scorsi all'iniziativa di presentazione dei candidati della lista di centrodestra. 

Giovanni Donzelli (deputato di Fratelli d'Italia) aveva in pratica legato al Pd le responsabilità giuridiche personali di Giurlani, definendo “usurpatori” quanti hanno sostenuto l'ex sindaco. Una analisi che ha fatto arrabbiare, e non poco, i Democratici pesciatini. “Il Partito Democratico, nell'imminenza dei provvedimenti restrittivi della libertà personale a carico di Oreste Giurlani – scrive il PD - ha provveduto all'applicazione delle misure disciplinari previste ogni volta che un iscritto si trovi in tale condizione. Il fatto che Giurlani si candidi in concorrenza alla lista PD dimostra che non vi sono ambiguità da parte nostra al riguardo”.

E il contrattacco è quasi scontato, oltre che durissimo: “Se anche alcuni partiti di centrodestra avessero nei loro statuti le stesse norme contenute nello statuto del PD, il nostro Paese non si sarebbe trovato ad assistere negli ultimi 20 anni ad alcuni gravi episodi accaduti a livello nazionale”.

La nota si chiude poi con la richiesta che il Comune deliberi “la costituzione in giudizio come parte civile in ogni procedimento penale per reati contro la Pubblica amministrazione per fatti che lo riguardino”. E dunque anche contro Giurlani. “Ci auguriamo che il commissario prefettizio abbia la nostra stessa sensibilità”, chiude la nota del Pd pesciatino.

Ma è chiaro che i problemi che arrivano dall'esterno sono niente rispetto alle fratture che rischiano di rovesciarsi sulla campagna elettorale dalle file stesse del partito.

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