VALDINIEVOLE
Mercoledì, 31 Gennaio 2018 16:58

Città termali, ok del Consiglio regionale al rilancio per l’intero sistema toscano

FIRENZE - Ripensare il ruolo delle città termali con apposite politiche di rilancio dedicate.

Oltre al possesso o meno delle azioni delle società termali, occorre valutare quanto esse abbiano segnato la storia di questi centri urbani e mettere in campo politiche più complessive per queste città. Questi gli obiettivi di una mozione che è stata discussa e approvata oggi dal Consiglio regionale. L’atto, firmato dai consiglieri del Pd Simone Bezzini, Marco Niccolai, Leonardo Marras, Andrea Pieroni, Gianni Anselmi, Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini, Stefano Scaramelli e Ilaria Giovannetti delinea una sorta di bussola per le politiche regionali che dovranno essere messe in atto nei prossimi mesi in modo integrato tra i vari assessorati e lanciando alcune proposte da affrontare a livello nazionale. Nel dettaglio, la mozione impegna il Consiglio regionale ad attivare le commissioni consiliari per realizzare un quadro completo sul sistema termale toscano, valutando la disposizione di un'apposita indagine conoscitiva, attraverso il coinvolgimento dei soggetti interessati.

Per quanto riguarda gli altri impegni per la giunta regionale: l’istituzione di “un tavolo di lavoro tra gli assessorati interessati, che coinvolga anche gli enti locali direttamente interessati, le aziende termali e le parti sociali, al fine di mettere in atto una strategia complessiva, di carattere multidisciplinare, per il rilancio del sistema termale toscano, con priorità alle città termali tradizionali”. Tutto ciò su una serie di punti specifici, ovvero: “specifiche misure per favorire la riqualificazione e la riconversione del tessuto economico ed urbano delle città termali colpite da crisi economia e caratterizzate da decadimento del tessuto urbano; una strategia per la promozione turistica del termalismo in Toscana, con particolare attenzione alle città termali tradizionali, ovvero la realizzazione di un prodotto turistico omogeneo, in grado di promuovere il sistema termale regionale nel suo complesso; misure incentivanti per l’attrazione di imprese nelle città termali tradizionali, al fine di favorire una riconversione del patrimonio immobiliare esistente sui temi della salute, del socio-sanitario, dell’assistenza e del benessere, al fine di promuovere uno sviluppo economico e sociale di tali realtà; verificare la necessità di un aggiornamento normativo, per quanto di propria competenza, anche alla luce di recenti iniziative portate avanti in altre Regioni; mantenere i budget sanitari accordati alle aziende termali e ricercare nuovi terreni di collaborazione tra il sistema sanitario regionale, le aziende e le città termali della Toscana”.

"Discutiamo spesso – spiega Marco Niccolai – della situazione azionaria delle società termali regionali ma, oltre a questo tema, esiste anche quello delle azioni di riqualificazione urbana dei centri interessati, che vivono adesso, seppur in modo diverso, problemi analoghi rispetto al patrimonio immobiliare, pubblico e privato. Mettere in campo azioni di rigenerazione urbana, oltre ad una promozione specifica del segmento termale toscano, risultano essere elementi imprescindibili e collaterali rispetto al futuro delle società termali. Le azioni che enunciamo rientrano proprio in questa logica di una visione complessiva, partendo dalle difficoltà che vivono le città termali tradizionali".

"Il Piano regionale di sviluppo – aggiunge Massimo Baldi, del Consiglio regionale– dice chiaramente che il settore termale rappresenta un asset di particolare importanza per la Regione, sia dal punto di vista sanitario che turistico. Sempre per quanto riguarda il Piano, all’interno delle aree regionali di rigenerazione e riqualificazione urbana vengono inserite anche le città termali che in seguito alla crisi del settore sono caratterizzate da un notevole patrimonio edilizio da poter recuperare. Tutto ciò vede al centro le città di Montecatini e Monsummano, che certamente rappresentano due realtà fondamentali, anche per la previsione nella nuova legge sul turismo dei cosiddetti “prodotti territoriali omogenei”, uno strumento che spingerà all’aggregazione dei comuni con medesimi peculiarità turistiche».

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