TOSCANA

Sabato, 09 Marzo 2019 11:27

ChiantiBanca, un bilancio che ha superato le previsioni

Mauro Focardi Olmi, direttore generale di ChiantiBanca Mauro Focardi Olmi, direttore generale di ChiantiBanca

Lo annuncia il direttore generale Mauro Focardi Olmi sul sito della banca

SAN CASCIANO - ChiantiBanca ha conseguito nel 2018 un utile netto di esercizio che supera i 4,5 milioni di euro, oltre il doppio dell’anno precedente e ben al di sopra del budget previsto.

Lo annuncia il direttore generale dell’istituto di credito, Mauro Focardi Olmi, nella newsletter pubblicata sul sito ufficiale di ChiantiBanca (www.chiantibancanews.it)

Questo utile, spiega il direttore, è stato raggiunto grazie ad una serie di operazioni virtuose per rafforzare gli indicatori della banca ma indubbiamente onerose dal punto di vista economico. Tra le più significative ci sono la riduzione del portafoglio deteriorato, l’incremento delle percentuali di copertura degli Npl(Non performing loans) e l’accesso al fondo esodi di alcuni dipendenti.

L’abbattimento di quasi un terzo del portafoglio deteriorato, con una diminuzione in valore assoluto di oltre 200 milioni, è stato ottenuto attraverso la cessione di 180 milioni di sofferenze – in prevalenza ipotecarie – e con un’azione di recupero per oltre 50 milioni, in parte vanificato da ulteriori ingressi nel portafoglio Npl di nuove posizioni per 30 milioni.

Le coperture del portafoglio creditizio sono cresciute rispetto al passato esercizio posizionandosi al 59,6% per le sofferenze, al 31,1 % per le inadempienze probabili e al 15,4% per i past due in confronto rispettivamente al 58,0%, 27,4% e 8,3% del 31dicembre 2017.

Gli indici di solidità patrimoniale, nonostante l’entrata in vigore del più rigoroso principio contabile IFRS9, sono migliorati portandosi all’11,45% di CET1 e al 14,00% di TCR contro rispettivamente all’11,10% e 13,60% di fine 2017 calcolati con i vecchi principi contabili.

La raccolta complessiva ha invertito la tendenza dello scorso anno tornando a crescere. L’incremento complessivo ammonta a circa l’1,2%, con il 4,6% di aumento del comparto gestito.

Gli impieghi alla clientela, al netto delle cessioni e dei recuperi sul portafoglio Npl, sono rimasti sui livelli di fine 2017, ciò sta a significare che nel 2018 ChiantiBanca ha sostituito integralmente i pagamenti di rate e i rimborsi degli affidamenti erogando nuovo credito a famiglie e imprese per circa 230 milioni.

Le importanti ristrutturazioni effettuate sulla Rete Commerciale hanno permesso di conseguire considerevoli miglioramenti anche in questo settore dove, ad esempio, il numero dei clienti e dei conti correnti sono cresciuti in modo deciso rispetto al 2017 e sempre sostenuti sono risultati gli incrementi del credito al consumo, delle carte, degli home banking e delle polizze assicurative.

“A comprova del continuo supporto che ChiantiBanca fornisce a famiglie e imprese – dice Focardi Olmi - si segnala che nei primi due mesi del 2019 gli impieghi a clientela sono cresciuti di quasi 10 milioni rispetto al 31 dicembre 2018”. “A prescindere dai risultati raggiunti nell’esercizio appena concluso – dice ancora il direttore generale-, siamo molto contenti di come sia migliorata la percezione nei nostri confronti sia nei territori dove operiamo che più in generale dal contesto esterno, e questo ad appena due anni da ‘quel’ marzo 2017. Questa ritrovata fiducia nei confronti di ChiantiBanca, oltre ovviamente a gratificarci, crediamo significhi che la strada intrapresa, attraverso una serie di cambiamenti, alcuni dei quali anche difficili, sia quella giusta e ci motiva a fare ancora meglio per il futuro. Le anticipazioni che avevamo fornito nel corso dell’assemblea del 16 dicembre scorso sono state confermate e in taluni casi migliorate. Questi in grande sintesi sono stati i principali risultati conseguiti da ChiantiBanca nel 2018, numeri che certificano il lavoro fatto in questi 24 mesi ma che non ci fanno certo abbassare la guardia consapevoli che ancora molto c’è da fare. Resta ancora prioritario ridurre il costo del rischio sul portafoglio creditizio, tuttora troppo alto e che vanifica una parte rilevante dei ricavi conseguiti dalla banca, e incrementare la proattività commerciale al fine di andare sempre più incontro alle esigenze della nostra clientela. Proprio su questi due obiettivi si sono concentrati i maggiori interventi organizzativi partiti nell’ultima parte del 2018 o previsti nei primi mesi del 2019”.

 

 

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