TOSCANA

Lunedì, 14 Gennaio 2019 18:00

Accordo sugli appalti fra Regione, sindacati e categorie

La soddisfazione per l'intesa di Cgil-Cisl e Uil

FIRENZE – I sindacati si dicono soddisfatti per la firma del Protocollo appalti tra Regione-sindacati-categorie. “Passo avanti per tutela dei diritti del lavoro, legalità e trasparenza”, dicono i segretari regionali di Cgil-Cisl-Uil.

Saranno applicate le clausole sociali. Tra le misure previste: stop ai contratti pirata; occupazione, tutele e salari da mantenere nei cambi d’appalto; sperimentazione del Durc per la regolarità contributiva nei lavori edili.

In una nota firmata dai segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Toscana, Dalida Angelini, Riccardo Cerza e Annalisa Nocentini si sottolinea l'importanza del protocollo.

 

La nota di Cgil-Cisl-Uil della Toscana

“Una parte importante del lavoro in Toscana, non solo in edilizia, passa dagli appalti. Negli ultimi 6 anni le procedure sopra ai 40 mila euro, quindi obbligate ad andare a gara, sono state 8671, per un importo di 4,57 miliardi.

Un mondo, questo, che necessita di regole e qualità, per avere un ‘buon’ lavoro e per buone imprese, salvaguardando le aziende sane, contrastando fenomeni di illegalità e concorrenza sleale. Regole che tentiamo di darci, oggi, tutti insieme (il “Protocollo di Intesa per la qualità del lavoro e per la valorizzazione della buona impresa negli appalti di lavori forniture e servizi” è stato firmato stamani a Firenze, dopo mesi di lavoro, da Regione Toscana e Anci Toscana, Cgil-Cisl-Uil Toscana, Ance Toscana, Alleanza delle Cooperative italiane Toscana, Cna Toscana e Confartigianato).

In particolare, ai lavoratori saranno applicate le clausole sociali, a partire dall’applicazione del Contratto nazionale connesso con le effettive attività nell’ambito dell’appalto e sottoscritto dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale: è uno stop ai contratti pirata. Sarà poi tutelata la stabilità occupazionale attraverso la determinazione economica delle basi d’asta e verrà promosso il mantenimento dei diritti e delle condizioni retributive di provenienza: i cambi d’appalto non dovranno abbassare tutele e salario dei lavoratori. Per gli appalti dei lavori edili sopra i 2 milioni di euro, inoltre, si sperimenterà, tra le prime regioni in Italia, il Durc per la regolarità contributiva comprensivo della verifica della congruità della manodopera impiegata nell’appalto, allo scopo di contrastare fenomeni di illegalità e concorrenza sleale. Su questo fronte, sarà allestito un tavolo tecnico tra sindacati e associazioni di categoria.

Tutti questi provvedimenti, che segnano un passo avanti per quanto riguarda la legalità, la trasparenza e la tutela dei diritti del lavoro, saranno attuati attraverso una revisione della legge regionale sugli appalti.

La sfida ora è salvaguardare la legalità e la trasparenza insieme alla semplificazione e allo snellimento delle procedure di gara, cercando di privilegiare sempre una scelta orientata dalla valutazione del rapporto qualità/prezzo e non dal criterio del massimo ribasso”.

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