TOSCANA

Sabato, 05 Gennaio 2019 12:51

Dl sicurezza, la Toscana farà ricorso alla Corte

Rossi conferma il pieno sostegno ai sindaci ribelli

FIRENZE - Contro il decreto sicurezza del governo la Regione Toscana farà ricorso alla Corte Costituzionale, con una delibera che sarà approvata nella seduta di Giunta di lunedì prossimo.

Lo annuncia il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, confermando il pieno sostegno alla protesta dei sindaci, che, dice, "fanno bene a ribellarsi ad una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di migliaia di persone che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l'insicurezza".

"Nel frattempo - sottolinea Rossi - per aiutare e assistere i migranti e tutti coloro che hanno bisogno, come fanno i volontari, i sindaci e come già facciamo noi, almeno in Toscana si avranno tutele stabilite da una legge regionale. Lo scorso 22 dicembre, infatti, io e la mia Giunta abbiamo approvato una proposta di legge - che sarà votata dal prossimo Consiglio regionale e per la quale abbiamo già previsto in bilancio 2 milioni di finanziamento - che tutela i diritti della persona umana, a prescindere dalla cittadinanza: diritti per tutti, non solo per i cittadini italiani, ad essere curati, ad avere una dimora, un'alimentazione adeguata e ad avere un'istruzione".

"La materia sanitaria, assistenziale e l'istruzione - continua Rossi - sono materie concorrenti su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare. Già nel 2010 la Corte Costituzionale si era pronunciata contro il governo Berlusconi e aveva dato ragione alla Toscana su una legge analoga che riconosceva il diritto di ogni persona alla cura. Forte di quella sentenza la Giunta propone ora al Consiglio regionale una legge più estesa e precisa, l'esatto contrario di quella del Governo, che invece viola i diritti fondamentali della persona umana. Confidiamo che possa essere approvata in via definitiva per la metà di gennaio".

Il presidente Rossi è disponibile a valutare insieme ai sindaci l'esercizio previsto dalla legge La Loggia che indica la possibilità per i Comuni di richiedere attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali che sia la Regione a farsi carico del ricorso alla Consulta in tempi più rapidi anche su materie dei comuni e su competenze dei sindaci.

Rossi ha infine ricordato che già prima della conversione del decreto la Regione aveva denunciato insieme ad Anci gli effetti che questo può produrre sul territorio con 5000 persone che solo in Toscana sarebbero costrette all'irregolarità, creando problemi ai sindaci e producendo insicurezza e criticità di gestione sociale.

Ieri il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, ha reso noto che la Regione Piemonte sta valutando se sussistano i fondamenti giuridici come Regione per un ricorso alla Corte Costituzionale sul decreto sicurezza.

"Le forti critiche che emergono in tutto il Paese al decreto sicurezza sono le stesse che avevo avanzato in un recente incontro con i sindaci e i responsabili Sprar del Piemonte - ha sottolineato in una nota - Non possiamo stare a guardare come se non stesse accadendo nulla".

"Stiamo dunque valutando - ha annunciato - se esistono i fondamenti giuridici per un ricorso della Regione, direttamente o come tramite dei Comuni, alla Corte Costituzionale. Se ci sono le condizioni giuridiche, non perderemo tempo", ha concluso Chiamparino.

 

Intanto si preparano duri scontri in Consiglio regionale, in cui questo tema sta divenendo un tema caldissimo di acceso confronto

Fratelli d'Italia: faremo barricate

"Rossi non perde occasione per dimostrare la differenza tra la Sinistra e la Destra. La nuova presa di posizione del Governatore fa chiarezza agli elettori: tra chi sta con gli italiani e chi sta invece con i clandestini, tra chi contrasta le politiche del Governo nazionale, che cercano soltanto di rimediare i problemi generati dagli esecutivi di centrosinistra, e chi cerca di disegnare un Paese differente con un'immigrazione controllata e regolata da precise leggi. Sostenere l'azione di sindaci, che si ribellano per non applicare le leggi nazionali, alimenta odio e un conflitto istituzionale di cui il Paese non ha certo bisogno. Rossi farebbe bene a pensare alle migliaia di poveri toscani", dichiara Paolo Marcheschi, consigliere regionale Fdi che annuncia le barricate contro la "Legge salva clandestini" voluta da Rossi e dal Pd che sta per approdare in Consiglio Regionale. "Vedremo chi la voterà cosi i toscani avranno più chiarezza per poter scegliere a maggio fra chi li difende e chi invece destina i soldi dei toscani al business dei clandestini".

 

Forza Italia: pronti ad occupare l'aula

“Il ricorso annunciato da Rossi contro il decreto sicurezza? Voglia di visibilità e smania di ricollocarsi politicamente a tutti i costi sfruttando gli stranieri come una bandiera e facendolo sulla pelle dei toscani che le sue politiche lasciano invece indietro proprio su tutti quei diritti che il governatore vuol garantire a chi toscano non è. Ma noi su questo e sulla sua proposta di legge garantisci-clandestini e affossa-toscani siamo pronti a gesti estremi, compresa l’occupazione dell’aula di Consiglio regionale”: l’attacco è del Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, e prende le mosse dal ricorso alla Consulta annunciato dal presidente della Toscana Enrico Rossi contro il decreto sicurezza del governo.
“Le leggi sono tali per essere rispettate, non per fare ognuno come gli pare. Si può non condividerle, certo, ma non si può violarle”, considera Marchetti. “Certo, Rossi non ha rispettato nemmeno la legge con cui il ministro Minniti del Pd, l’ex partito del governatore e oggi azionista di riferimento della sua maggioranza, aveva disposto che ogni regione si dotasse di un centro di permanenza per il rimpatrio. La Toscana si è rifiutata di attivarlo. Mi rendo dunque conto che parlare con Rossi di rispetto delle leggi è un percorso complicato”.
“Intanto lui però – incalza il capogruppo di Forza Italia – come pacco di Natale ai toscani ha predisposto e fatto approvare dalla giunta la proposta di legge Disposizioni per la tutela dei bisogni essenziali della persona con cui di fatto, nel nome del principio di cittadinanza sociale, garantisce agli immigrati cure, salute, istruzione, dimora, adeguata alimentazione. Proprio quei bisogni su cui quotidianamente i toscani restano indietro scivolando sul piano inclinato di politiche che non tengono conto di chi davvero è titolare di diritti, ovvero i cittadini toscani propriamente detti che restano gli unici privi di garanzie. Noi su questo non ci stiamo e io stesso intendo farmi promotore di un’opposizione anche eclatante, se necessario”.

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1 commento

  • Link al commento bibi Sabato, 05 Gennaio 2019 14:01 inviato da bibi

    Sindaci , presidenti di regione , ma quali iniziative concrete oltre i bla bla bla , da parte dei 6 futuri segretari del Pd che dopo un anno stanno ancora elaborando le ragioni della sconfitta nel loro angolino buio .
    Per ragioni umanitarie , di futuro disordine pubblico o politiche , qualcuno si è mosso dal torpore .
    Queste "ribellioni" , probabilmente porteranno acqua al mulino del fascioleghista Salvini ed i Fasciosalvinisti grideranno vittoria . Ma qualcuno deve pur fare qualcosa. Non voglio pensare a vagoni piombati , ma -------

    Rapporto

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