TOSCANA

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 11:37

Sequestrata filiera del falso: taroccate borse di Givenchy

Tre arresti per associazione a delinquere

FIRENZE - Questa mattina la Guardia di Finanza di Firenze hanno dato esecuzione ad una ordinanza di misure cautelari domiciliari, disposta dal gip del Tribunale di Firenze su richiesta della Procura.

Due italiani, D. G 45 anni e A. C. 44 anni residenti a Lastra a Signa e Scandicci, ed un cittadino cinese quarantenne (X. Z.), residente a Capraia e Limite sono stati arrestati per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di prodotti di pelletteria recanti marchi contraffatti (ex art 473 c.p.).

Nel corso dell’operazione è stato posto sotto sequestro un capannone di oltre 200 metri quadrati a Capraia e Limite, al cui interno è stata trovata attrezzatura idonea al taglio delle pelli ed alla realizzazione dei manufatti, nonché punzoni e “cliché” necessari per ottenere prodotti del tutto identici agli originali ed oltre 5.000 articoli contraffatti per un valore complessivo di 1 milione e 200 mila euro.

L’articolato contesto investigativo è stato avviato alcuni mesi fa dalle Fiamme Gialle appartenenti al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Firenze.

Gli investigatori hanno scoperto che – dopo prolungati appostamenti e riscontri informativi acquisiti anche con l’esecuzione di intercettazioni telefoniche e telematiche – i tre arrestati avevano costituito una vera e propria “filiera del falso” dedita alla produzione e commercializzazione di articoli di pelletteria contraffatti di elevatissima fattura (completi anche dei certificati di garanzia), specializzata soprattutto nella produzione del diffusissimo modello denominato “Antigona”, della casa di moda Givenchy nonché degli esemplari più in voga dei marchi Celine, Dior, Prada e Yves Saint-Laurent.

Le attività di pedinamento ed osservazione, svolta anche in ore notturne, hanno messo in luce che il centro “produttivo” della merce taroccata era stato localizzato, per non destare sospetti nelle campagne del Comune del comprensorio Colle Val d’Elsa di Capraia e Limite, ben nascosto nella vegetazione e difficilmente raggiungibile.

Le indagini svolte sino adesso hanno consentito di accertare che i canali di vendita utilizzati per distribuire gli articoli contraffatti erano, prevalentemente, il mercato “online” mediante siti specializzati o, in alcuni casi, esercizi commerciali dediti alla commercializzazione di prodotti di “seconda mano”, così da rendere più difficoltosa l’individuazione dell’attività delittuosa.

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