TOSCANA

Mercoledì, 11 Luglio 2018 17:23

Il lavoro di squadra del Serristori salva un 50enne

Non c'era modo di trasportarlo in un presidio più attrezzato

FIRENZE – Sarebbe potuta finire in tragedia, e invece il sangue freddo e l'efficienza dell'équipe chirurgica del Serristori ieri notte ha salvato la vita a un uomo di 50 anni.

L'uomo era stato accoltellato e, quando è arrivato al pronto soccorso dell'ospedale di Figline con l'ambulanza medicalizzata, era in stato di choc emorragico e presentava più ferite di arma da taglio.

Solitamente le urgenze chirurgiche vengono trattate dall'ospedale Santa Maria Annunziata, ma i medici della medicina interna e d'urgenza del Serristori – diretta dal dottor Bribani – hanno ritenuto che l'uomo non fosse abbastanza stabile da essere trasportato. E allora hanno tentato il tutto per tutto.

Con tempestività il medico di guardia presente in pronto soccorso, la dottoressa Costanza Fiorelli, l'anestesista Roberto Cipriani e il personale infermieristico hanno diagnosticato la presenza di un emoperitoneo e di uno pneumotorace. Il paziente è stato portato in sala operatoria: l'équipe chirurgica – composta dai medici Patrizio Fratini e Iacopo Monaci e dall'anestesista Simone Cipani – lo ha sottoposto a un delicatissimo intervento chirurgico e poi trasferito in terapia sub intensiva.

Solo oggi, nel primo pomeriggio, l'uomo è stato trasferito in terapia intensiva al Santa Maria Annunziata: è fuori pericolo.

“Siamo soddisfatti dell'efficienza e dell'impegno dimostrato nella gestione del caso – ha spiegato Giancarlo Landini, direttore del dipartimento specialistiche mediche, – soprattutto perché sappiamo quali siano le difficoltà che si creano nell'operare, in situazioni più complicate, in presidi come il Serristori”.

 

 

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