TOSCANA

Lunedì, 02 Luglio 2018 15:15

Alla ricerca della casa perduta, Firenze sempre più inospitale

I dati del Sunia Firenze e della Cgil

FIRENZE - A dicembre 2017 si è concluso il bando integrativo per le case popolari a Firenze: ad un anno di distanza, oltre 500 famiglie hanno fatto richiesta di una casa del Comune, andando ad aumentare la graduatoria fino 2454 nuclei familiari.

Già nel settembre del 2016, in occasione del suddetto bando, il Sunia aveva effettuato una indagine tra gli iscritti, evidenziando una situazione di grande difficoltà economica e sociale tra coloro che si erano rivolti al sindacato per riempire la domanda di un alloggio pubblico. A distanza di 18 mesi, il Sunia ha di nuovo fatto un sondaggio per capire se la situazione era cambiata. Ciò che emerge da questo campione di persone fa riflettere su come la città di Firenze sia diventata sempre più inospitale e come ormai la casa sia diventata un elemento di forte esclusione sociale.

Il campione di intervistati è stato di 674 persone che tra il 5 settembre 2017 e il 30 aprile 2018 si sono rivolte agli Uffici del Sunia di Firenze; il 38% per cento sono cittadini stranieri, dei quali il 15% dell’America latina, il 26% albanesi, il1 4% della ex Jugoslavia, 45% del nord Africa, il restante 10% sono varie nazionalità. Mentre il 62% sono cittadini italiani. Di questo campione, solo 137 persone hanno fatto la domanda per le case popolari. La dura realtà del territorio, manifestata in tutte le interviste, ha un unico comune denominatore: la quasi impossibilità di trovare una casa a Firenze.

“Mentre fino a qualche anno fa ci si scontrava con un mercato delle locazioni che escludeva a causa dei canoni di locazione esorbitanti, oggi c’è l’impossibilità di trovare anche alloggi in affitto a canoni alti. Siamo in presenza di un mercato bloccato, a causa del turismo, che detta i ritmi e i tempi dell’abitare in città” si legge nella nota di Laura Grandi (segretaria generale Sunia Firenze) e Paola Galgani (segreteria Cgil Firenze).

La difficoltà nel reperire un alloggio, si scontra con una difficoltà anche di natura lavorativa. Dal campione intervistato, il 47% dichiara di essere occupato con contratto a tempo determinato, il 21% di essere disoccupato, solo il 32% ha un contratto a tempo determinato; il 100 % del campione riferisce di non riuscire ad arrivare alla fine del mese. Il dato che ha confermato le preoccupazioni è quello relativo ai costi dell’abitare: l’89% delle persone intervistate ha riferito che le voci che più gravano sul loro reddito sono il costo dell’affitto, la rata del mutuo e delle spese condominiali.

Il 64% delle famiglie ha spese che incidono per oltre il 53% del loro reddito. Il 34% dichiara che incide tra il 30% e il 35%; il 2% sotto il 30%. “La città di Firenze presenta un mercato degli affitti ‘desolante’ dove molto difficile ormai trovare soluzioni abitative adeguate ai redditi delle famiglie. Il boom degli affitti brevi per turisti ha reso sempre più improbabile trovare una soluzione abitativa per le famiglie, ma soprattutto diventa un caccia al tesoro reperire un alloggio a prezzi equi” continua la nota. Il 68% degli intervistati riporta di aver trovato un grande aumento per quanto riguarda le bollette dei servizi: acqua (il 100%. con bollette-salasso), luce e gas sono la triade maledetta, che ogni due mesi fa piangere gli intervistati.

Firenze e gli sfratti.

I mesi invernali sono quelli più temuti: quando arriva novembre, con il freddo e l’ora legale, si cerca di fare di tutto per non rimanere svenati e senza liquidità fin dalla prima quindicina del mese.

Il 37% abita in appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitte che presentano una umidità diffusa e permanente; mentre il 44% dichiara di soffrire il freddo d'inverno, non potendo riscaldare adeguatamente la propria casa.

Il capoluogo di Regione, Firenze, risulta essere seconda città in Italia in rapporto ai numeri di abitanti, con 4291 di richieste di esecuzione nel 2017, preceduta da Milano, ma è ancora una volta capitale degli sfratti eseguiti per morosità rispetto al numero degli abitanti.

L’elemento che desta maggiore preoccupazione è dovuto all’aumento del numero delle convalide di sfratto rispetto all’anno precedente.

Negli ultimi tre mesi i dati sono spaventosi: 130 sfratti al mese con forza pubblica; il 98% di questi sono sfratti per morosità; l’80% di questi questi per morosità sono dovuti alla perdita di lavoro, riduzione orario di lavoro, chiusura della propria attività.

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