TOSCANA
Venerdì, 22 Giugno 2018 16:58

Chiude la Bekaert di Figline: 318 licenziamenti

Dalila Angelini con Daniele Calosi ai cancelli della Bekaert di Figline Dalila Angelini con Daniele Calosi ai cancelli della Bekaert di Figline

L'annuncio del gruppo belga: chiusura e trasferimento in Romania

FIGLINE (Firenze) - La direzione di Bekaert Group ha annunciato la chiusura dello stabilimento italiano di Figline e Incisa Valdarno, dedicato alla produzione di rinforzi in acciaio per pneumatici.

Il gruppo belga l'ha annunciato stamani: questo significa il licenziamento dei 318 dipendenti. Negli ultimi anni, sostiene l'azienda, "la posizione del sito di Figline nel mercato di riferimento ha subito notevoli pressioni" e "non è stato in grado di generare performance sostenibili dal punto di vista finanziario".

Immediata la reazione dei lavoratori, che in un primo momento avevano deciso l'occupazione dello stabilimento. Poi la protesta ha preso un'altra direzione: sciopero ed assemblea permanente (almeno fino a martedì, giorno dell’incontro sulla vertenza al Ministero.

E alla fabbrica questo pomeriggio si è recata la segretaria della Cgil Toscana Dalida Angelini per portare personalmente il sostegno sua e di tutta l’organizzazione ai lavoratori. “Una situazione gravissima, è inconcepibile ritrovarsi dall’oggi al domani senza lavoro. Questi lavoratori stanno già trasformando la rabbia e lo scoramento in lotta e mobilitazione e noi siamo accanto a loro. È il momento di affrontare, nei tavoli di crisi sulla vertenza locali e nazionali, il tema della delocalizzazioni a livello europeo, basta con questa corsa al dumping verso il basso”, ha detto Angelini.

Daniele Calosi (Segretario generale Fiom Cgil Firenze) è stato presente alle fasi frenetiche di questa mattina. “Tra i lavoratori ci sono rabbia e delusione – ha detto - ma non rassegnazione. Siamo di fronte a un nuovo caso Embraco: questa scelta aziendale è dettata dalla logica della delocalizzazione, chiudono per produrre in paesi dove costa meno farlo. Chiedo a tutti di stringersi intorno ai 318 lavoratori, la mobilitazione sarà intensa. Al tavolo ministeriale siamo pronti a discutere della vertenza a 360 gradi, ma partendo dal ritiro della procedura. Non si può trattare con la pistola della chiusura e dei licenziamenti puntata alla tempia”.

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