TOSCANA
Giovedì, 21 Giugno 2018 14:43

Peggiorano le condizioni di vita dei toscani: molte rinunce

L'indagine di Federconsumatori Toscana 

FIRENZE - Per il 70% il tenore di vita è peggiorato, il 40% ha cambiato i consumi rinunciando o rinviando l’acquisto di beni o servizi (56%) oppure acquistando prodotti di minor costo (48%), soprattutto in campo alimentare (cala il consumo di carne rossa, pesce, dolciumi e alcol; il 67% ha ridotto le spese per ristoranti e pizzeria).

Il 48% ha ridotto le spese sulla cultura (libri, cinema, teatro), il 64% le ha ridotte sul fronte vacanze-divertimenti; il 75% preferisce recarsi alla grande distribuzione piuttosto che ai negozi tradizionali; il 29% deve rinunciare “molto” alla spese sanitarie (o le rinvia); per il 46% le proprie condizioni economiche in futuro peggioreranno; il 37% (maggioranza relativa) condivide “abbastanza” l’affermazione “la crisi è un'occasione per ridurre sprechi e stimolare comportamenti meno consumistici e più consapevoli”, e per il 51% ciò è già successo “in parte” nella propria famiglia.

E’ questo il quadro che emerge dall’indagine di Federconsumatori Toscana “Cambiamento dei consumi e stili di vita nella crisi”. L'indagine (condotta da novembre 2017 a gennaio 2018 ed effettuata tramite la compilazione di questionari online - inviati da Caaf Cgil - oppure a penna su foglio ai gazebo presso 20 centri Unicoop Firenze) ha coinvolto circa 15mila cittadini toscani di tutte le province (la più rappresentata è Firenze con 5.900 intervistati, seguono Pisa, Siena, Livorno e Prato, chiude Grosseto con 686) e di varie condizioni sociali e classi di età.

I toscani intervistati (53% femmine) sono in gran parte tra i 30 e i 60 anni (il 4% tra i 16 e i 30, il 28% over 60). Il 54% di loro ha un diploma di scuola media superiore, il 25% la laurea. Il 39% è dipendente privato, il 18% dipendente pubblico, l’8% è disoccupato, il 24% è pensionato, il 5% è autonomo, il resto disoccupati, casalinghe, studenti.

“A distanza di 5 anni dal nostro ultimo studio non registriamo cambiamenti significativi, a dimostrazione di un Paese e di una regione ormai bloccata da anni - dice Fulvio Farnesi, presidente di Federconsumatori Toscana -. Il quadro racconta criticità. Per circa l'80% degli intervistati non ci sono aspettative positive, e solo il 7% ritiene di migliorare la propria posizione. Un altro dato significativo racconta che è peggiorata sensibilmente la componente alimentare, così come si è ridotta la spesa sanitaria. Il concetto universalistico di salute rischia di essere messo in discussione per la difficoltà di accesso alla cure. Tuttavia, c'è nella scelta dei prodotti alimentari alcune indicazioni che vanno nella direzione di una maggiore qualità: più frutta e verdura e meno cibi precotti. 

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