TOSCANA
Lunedì, 11 Giugno 2018 14:39

Inseguimento Firenze, accertamento morte per lo scoterista

In via Canova all'Isolotto

FIRENZE - È iniziato l'accertamento di morte encefalica per il 29enne travolto da una delle auto coinvolte nell'inseguimento avvenuto ieri in via Canova, nella zona dell'Isolotto a Firenze, mentre era fermo a un semaforo a bordo del suo scooter. La procedura ha una durata di circa sei ore. L'uomo era stato ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Careggi.

L’incidente, ricordiamo, ieri pomeriggio. Un litigio per dissidi familiari e la resa dei conti affidata a un inseguimento a folle velocità nelle strade di Firenze. Poi le auto sono finite su una moto ferma a un semaforo, ferendo gravemente un giovane fiorentino di 29 anni. Che ora lotta in ospedale tra la vita e la morte. Protagonisti due uomini del campo nomadi di via del Poderaccio, arrestati per lesioni gravissime e altri due denunciati a piede libero.

Tutto è cominciato poco prima delle 12.30, quando una Lancia Lybra bordeaux condotta da un 44enne di etnia rom, e la moglie seduta a fianco, nel parcheggio del supermercato Esselunga di via Canova ha speronato a marcia indietro, mettendo a rischio l’incolumità dei presenti, una Opel Zafira grigia, condotta da un 43enne della medesima etnia.

In quel frangente anche una Fiat Punto in transito è stata danneggiata dalla Lancia Lybra, e il conducente ha riportato lievi lesioni. Un Maresciallo dell’Arma in servizio alla Sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Firenze, libero dal servizio, ha cercato di far interrompere la sequenza, ma il guidatore della Lancia Lybra è fuggito verso l’uscita, come aveva fatto anche l’Opel Zafira pochi istanti prima. In questo momento la Lybra ha rischiato di investire un militare del Nucleo Operativo della Compagnia Oltrarno, lì in servizio antirapina, che gli aveva intimato l’alt.

Una volta che i mezzi si sono immessi in via Canova, i conducenti hanno dato vita ad un inseguimento al quale ha preso parte anche una Volvo 960, condotta da un 65enne di etnia rom (padre del conducente della Lybra) e con a bordo un nipote 29enne. Dalle immagini del sistema di videosorveglianza urbana si nota che i tre mezzi (Opel Zafira inseguita dalla Volvo 960 e dalla Lancia Lybra) hanno percorso via Canova a velocità folle tentando manovre di speronamento e rischiando anche di investire una persona a bordo di uno scooter, che per fortuna è riuscita ad evitare lo scontro.

All’altezza dell’incrocio con via Simone Martini la Volvo 960 ha urtato la Opel Zafira mandandola fuori strada (il mezzo si è incendiato, ma il conducente è riuscito ad uscirne prima), mentre la Volvo – in seguito dell’urto – ha ruotato vorticosamente su se stessa andando ad impattare con estrema violenza contro una Hiunday IX20 ed uno scooter Honda SH125, fermi al semaforo, e contro una Volvo V40 che aveva appena svoltato da via Simone Martini immettendosi in Via Canova.

A seguito dell’urto il conducente dello scooter (un29enne fiorentino residente in zona Legnaia) è stato sbalzato a metri di distanza riportando lesioni gravissime (è ricoverato in condizioni critiche all’ospedale Careggi), mentre i conducenti degli altri mezzi hanno riportato solo lievi lesioni.

I Carabinieri del Reparto Operativo e della Compagnia Oltrarno hanno proceduto all’arresto del conducente e del passeggero della Volvo 960: si tratta di Amet Remzi, di 63 anni e Mustafa Dehran, di 36 anni, accusati di lesioni personali gravissime, e denunciato a piede libero i conducenti delle altre due autovetture coinvolte nell’inseguimento.

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