TOSCANA

Venerdì, 01 Giugno 2018 18:19

Cgil e Confindustria concordano: estendiamo la tramvia

La proposta nel corso di una iniziativa della Cgil sulla mobilità

FIRENZE – Concordano Confindustria e Cgil nel chiedere a lo sviluppo e il potenziamento del trasporto pubblico metropolitano tranviario nelle aree industriali fiorentine di Scandicci e Osmannoro.

Nel corso della iniziativa della Cgil sulla mobilità con gli assessori comunale e regionale e Confindustria, il sindacato ha chiesto “un tavolo permanente a livello metropolitano per la gestione integrata della viabilità e l’intermodalità”. Lo sviluppo delle tramvie porterebbe ingenti benefici economici, sociali e ambientali.

Sono le imprese di Confindustria Firenze a chiederlo. Nella sola area industriale dell’Osmannoro – secondo il Centro Studi di Confindustria Firenze - si calcola che il tempo risparmiato con l’uso della tranvia per gli spostamenti casa-lavoro sia di circa 37mila giorni lavorativi l’anno, per un valore economico del tempo risparmiato di oltre 6milioni di euro l’anno, oltre a 2milioni di euro l’anno di carburante. Il mancato utilizzo del mezzo pubblico per gli spostamenti casa-lavoro inoltre, per il 60% dei pendolari dell’area, è dovuto a variabili temporali (come la frequenza delle corse e la coincidenza con gli orari lavorativi).

Intanto alla iniziativa della Cgil è cominciata una raccolta firme per il prolungamento delle tramvie a Scandicci, Bagno a Ripoli e Osmannoro, che è stata siglata da oltre 250 lavoratori delegati di oltre 70 ditte di quei territori.

“Servire il lavoro e i suoi flussi con il trasporto pubblico su rotaia deve essere una priorità della mobilità sostenibile di questa Città metropolitana”: tramvie, oltre 250 lavoratori delegati (di oltre 70 aziende tra Osmannoro e Scandicci) hanno siglato una raccolta firme lanciata dalla Cgil per il completamento della linea verso Bagno a Ripoli-Coverciano, il prolungamento della linea 1 per servire l'intera area industriale di Scandicci, lo sviluppo di una linea tranviaria che serva interamente l'area produttiva dell'Osmannoro.

Si legge nella petizione: “Dare la possibilità ai lavoratori di recarsi nel proprio posto di lavoro anche con questo mezzo pubblico non solo favorirebbe la conciliazione tra i loro tempi di vita e tempi di lavoro e incentiverebbe una gestione più flessibile dei propri orari lavorativi, ma oltretutto ridurrebbe in modo importante i numerosi incidenti ‘in itinere’ ed abbatterebbe significativamente, con vantaggi per l'intera comunità in termini di viabilità e di emissioni, l'uso del mezzo privato, ad oggi spesso unica alternativa possibile per questi flussi così indispensabili per lo sviluppo e il benessere del nostro territorio” .

All'iniziativa della Cgil sono intervenuti, tra gli altri, Vincenzo Ceccarelli (Assessore Regionale infrastrutture, mobilità), Stefano Giorgetti (Assessore Comune Fi grandi opere, viabilità, trasporto pubblico), Confindustria Firenze.

Ha detto la segretaria generale di Cgil Firenze Paola Galgani: “La raccolta firme dei lavoratori delegati a favore delle tramvie testimonia che queste sono viste come un mezzo che migliora le condizioni di vita e di lavoro. Nel convegno di oggi abbiamo riscontrato interesse e ascolto dal mondo delle imprese e delle istituzioni, i progetti di cui abbiamo parlato rispondono a dei bisogni che partono dal mondo del lavoro. I tempi di vita, di spostamento e di lavoro sono un tema centrale per chi la nostra organizzazione rappresenta, la rappresentanza di interessi collettivi resta un valore fondamentale in barba a chi parla di disintermediazione”.

“Per completare il quadro di come il servizio pubblico possa supportare i lavoratori pendolari nella loro mobilità - ha aggiunto Bernardo Marasco di Cgil Firenze - è necessario inoltre aumentare il numero di treni sui binari ordinari sulle direttrici principali da e per Firenze, per uno sviluppo dell'uso metropolitano della ferrovia”.

“Le tramvie, i flussi del traffico, le linee dei bus, i treni metropolitani di superficie che per noi restano un progetto da mantenere in campo liberando i binari di superficie con l’Alta Velocità, le terze corsie autostradali, il proliferare dei bus turistici, il boom dell’e-commerce che ha portato mille furgoni al giorno in città ognuno dei quali fa 150 fermate quotidiane: la mobilità fiorentina sta vivendo una fase di grande cambiamento, chiediamo un luogo, un tavolo metropolitano permanente deputato a ragionare del sistema nel suo complesso, non a compartimenti stagni, per monitorare la situazioni e individuare soluzioni efficaci. Ogni strumento da solo non può essere la soluzione, nemmeno le tramvie, bisogna che tutto si tenga puntando sull’intermodalità a livello metropolitano”, ha concluso Andrea Gambacciani (Filt Cgil Firenze).

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