TOSCANA
Mercoledì, 14 Marzo 2018 15:03

Firenze, rifiutato dall'amica la butta giù dalla finestra

FIRENZE – Aveva buttato giù dalla finestra una ragazza colpevole di non cedere alle sue avances. Dopo otto mesi di indagini l'uomo è finito in carcere con l'accusa di tentato omicidio.

La giovane, dopo l'aggressione, è rimasta paraplegica. E' successo a luglio del 2017. L'uomo aveva detto alla Polizia che si trattava di un suicidio. La ragazza, al risveglio dal coma, aveva invece fornito tutt'altra versione. La 23enne, quella sera, fece un volo di due piani finendo contro l'asfalto.

L'arresto. La Squadra Mobile della Questura di Firenze ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica di Firenze nei confronti di un cittadino nigeriano di 43 anni accusato di tentato omicidio ai danni di una giovane connazionale.

Le indagini della Sezione Reati Contro la Persona della Squadra Mobile fiorentina, coordinate dalla Procura, hanno consentito di accertare che il defenestramento della 23enne nigeriana, avvenuto a Firenze la sera del 26 luglio 2017, in via Filangieri, non era riconducibile ad un tentativo di suicidio ma all’azione violenta del connazionale 43enne - proprietario dell’abitazione - nel corso di un litigio scaturito dal rifiuto della ragazza di cedere alle sue avances sessuali.

La versione del 43enne. Quella sera l'uomo, ascoltato dagli agenti della Squadra Volanti, aveva raccontato che l’inquilina era molto nervosa; poco prima l’aveva sentita urlare a telefono mentre parlava con la sua famiglia in Nigeria. Dopo aver chiacchierato un po’ con la ragazza per calmarla, era andato nella sua camera, lasciando la connazionale nella cucina. Verso le 22.45, tornato in cucina per prepararsi da mangiare, si era sporto dalla finestra vendola riversa sull’asfalto.

La versione della ragazza. Pochi giorni dopo, però, la donna, risvegliatasi dal coma, aveva fornito agli investigatori una versione completamente diversa di quanto accaduto quella sera. La giovane ragazza nigeriana ha raccontato che quel pomeriggio non aveva avuto alcun contatto telefonico con la sua famiglia in Nigeria - che non sentiva da oltre un mese - e che, invece, c’era stata una discussione con il suo connazionale, a causa dei suoi “no” alle ripetute richieste di rapporti sessuali. Mentre erano in cucina, impaurita dagli schiaffi ricevuti poco prima e dalle minacce del nigeriano, aveva indietreggiato fino a trovarsi con la schiena appoggiata alla finestra aperta e l'uomo l’aveva spinta facendola volare giù.

Il 43enne si trova nel carcere di Sollicciano.

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