TOSCANA
Lunedì, 12 Marzo 2018 15:28

Manifatturiero Lucca, Pistoia e Prato: complessivo miglioramento

FIRENZE - Aumentano leggermente i ricavi ma soprattutto cresce il valore aggiunto in funzione di un maggiore controllo dei costi esterni operativi.

Recupera la marginalità lorda nonostante l’aumentata incidenza del costo del personale; cresce leggermente la redditività netta, grazie anche alla contrazione degli oneri finanziari e fiscali: è un quadro complessivamente in miglioramento quello che emerge dall’analisi dei bilanci 2016 delle società di capitali manifatturiere dell’area Lucca-Pistoia-Prato.

Lo studio è realizzato da Confindustria Toscana Nord, con un focus sul sistema produttivo lucchese cui faranno seguito ulteriori momenti di approfondimento su territori e settori inclusi nell’area di riferimento dell’associazione. L’analisi non si limita al confronto con il 2015 ma si estende al decennio 2006-2016. Il Centro studi ha riclassificato ed elaborato conti economici e stati patrimoniali di tutte le società di capitali manifatturiere attive che hanno depositato il bilancio negli ultimi 5 anni e con valori superiori a soglie minime. Si tratta, sui 12 anni, di una base di dati che rappresenta in media l’85% dell’universo delle società di capitali manifatturiere.

Il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi nel presentare nella sede di Lucca il lavoro, ha affermato: “La nostra è una delle non molte associazioni dotate di un Centro studi che produce con continuità ricerche originali: l’osservatorio sui bilanci è parte essenziale di questa attività, consentendo di avere uno spaccato delle prestazioni delle aziende e, nel tempo, di vedere l’evoluzione dei loro conti e del loro patrimonio. Per gli imprenditori è uno strumento che offre dei benchmark per potersi autovalutare; ma, trattandosi di dati che mettiamo a disposizione di tutti, è anche un termometro per quanti fra i nostri interlocutori istituzionali vogliano avere una conoscenza puntuale delle dinamiche del manifatturiero, asse portante dell’economia dei nostri tre territori.”

La crescita del valore aggiunto ha consentito di portare al 7% (dopo il minimo del 6,1% toccato nel 2012) la marginalità lorda delle vendite (MOL/ricavi%). Un risultato, questo, particolarmente significativo visto l’incremento del costo del personale. Sono stati minori gli oneri finanziari (la loro incidenza sui debiti finanziari è passata nei bilanci ordinari dal 4% del 2015 al 3,6% del 2016) e fiscali (l’incidenza delle imposte si è ridotta di 1,4% punti fra il 2015 e il 2016). La redditività netta in rapporto al patrimonio netto (ROE, return on equity) ha così potuto avanzare leggermente portandosi dal 6,1% del 2015 al 7,3% del 2016. Sul piano patrimoniale risultano in crescita diffusa gli investimenti fissi (+2,5% l’incremento complessivo 2016 sul 2015) ed è proseguito il processo di rafforzamento delle aziende attraverso mezzi propri.

“Alcuni elementi meritano un commento specifico – conclude Grossi -. Pur con una dinamica dei ricavi moderata, il valore aggiunto, grazie al controllo dei costi esterni, ha registrato un significativo miglioramento (+6,6% nel 2016 rispetto al 2015) e questo vuol dire maggiore ricchezza distribuita dalle imprese sui nostri territori. Importante anche la ripresa degli investimenti, che indica un atteggiamento positivo verso il futuro. Mentre per quanto concerne i costi del personale, che nell’aggregato del campione di bilanci presentano un’incidenza ben superiore rispetto al periodo precedente la crisi, i dati dimostrano che le aziende hanno preferito conservare la struttura aziendale, in vista della ripresa”.

Lucca. A Lucca il valore aggiunto è risultato in progresso in tutti i settori tipici (carta, meccanica per la carta, nautica, lapideo). In crescita diffusa anche la redditività netta (Roe) con un valore mediano che nel 2016 si è attestato al 6,5%, in aumento di oltre due punti percentuali rispetto al minimo del 2013. In crescita diffusa anche gli investimenti mentre il rafforzamento patrimoniale è stato più intenso nelle aziende di maggiori dimensioni.

Pistoia. A Pistoia fra il 2015 ed il 2016 la redditività (Roe mediano: da 5,6% nel 2015 a 6,5% nel 2016) ha continuato la diffusa risalita iniziata nel 2015 e altrettanto diffusi sono i segnali di rafforzamento dell’autonomia finanziaria come è testimoniato dal rapporto mezzi propri/totale finanziamenti (in crescita il valore mediano da 20,6% a 21,1%). Il rapporto fra MOL e valore aggiunto è aumentato di 2,9 punti, che fa vedere come l'incidenza degli utili sia mediamente cresciuta a Pistoia più che nel resto dell'area.

Prato. A Prato, con ricavi nel tessile che hanno confermato i livelli del 2015, ha tenuto la marginalità operativa lorda (Mol% fatturato): il 6,6% del 2016, resta appena al di sotto del dato del 2015 e comunque fra i dati migliori del decennio. Il valore mediano della redditività netta (Roe) si è attestato al 7%, con valori settoriali generalmente in crescita ma su livelli diversi, grazie alla riduzione del costo dell’indebitamento e a una minore incidenza delle imposte. Evidente anche il processo di rafforzamento patrimoniale (il valore mediano passa dal 22,8% del 2015 al 24,8% del 2016).

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