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Ai Pronto Soccorso accessi stabili, in aumento solo quello di Pistoia

FIRENZE – Si riconferma il Pronto Soccorso dell’ospedale di Prato anche per il 2017 la struttura di emergenza con il più alto numero di accessi tra i nove Pronto Soccorso della Asl Toscana Centro.

Con 99.406 accessi, rimane sostanzialmente invariata rispetto al 2016 (con un piccolo decremento dello 0,77%), l’affluenza alla struttura di emergenza del Santo Stefano di Prato. Il dato interessante, sempre su Prato, è che da tre anni, dal 2015, gli accessi sembrerebbero essersi stabilizzati tra i 98mila e i 100mila l’anno, con un’affluenza media al giorno che è passata dai 202 pazienti nel 2010 ai 272 nel 2017.

La situazione di sostanziale consolidamento riguarda, con una sola eccezione, anche le strutture di emergenza degli altri presidi aziendali. I Pronto Soccorso San Giuseppe di Empoli (diretto da Paola Bartalucci), S.S. Cosma e Damiano di Pescia (diretto da Fabio Daviddi), San Giovanni di Dio (diretto da Gianfranco Giannasi), ospedale del Mugello (diretto da Roberto Vannini), Santa Maria Annunziata (diretto da Germana Ruggiano), Serristori (diretto da Andrea Bribani) e Santa Maria Nuova (diretto da Mauro Pratesi), non presentano, nel 2017 rispetto all’anno precedente, sostanziali variazioni percentuali degli accessi. Si va da + 1,30% del San Giovanni di Dio a +0,50% nel Mugello, a +0,76% al Santa Maria Annunziata, con percentuali addirittura col segno meno anche se con una variazione molto lieve, al San Giuseppe (-3,19%), al S.S. Cosma e Damiano (-3,09%), al Serristori (-2,78%), al Santa Maria Nuova (0,70%).

L’eccezione è rappresentata da Pistoia dove tra Pronto Soccorso di San Jacopo e di San Marcello Pistoiese, si è passati dai 62.822 accessi del 2016 ai 64.970 accessi del 2017 con una crescita, seppur contenuta, del 3,42%. Complessivamente su Pistoia nel 2017 rispetto al 2016, circa 1600 persone in più si sono rivolte alla struttura di emergenza del San Jacopo.

Gli accessi con codice rosso nel 2017 sono cresciuti del 17,72%, seguiti da un 14,69% dei codici gialli. Per i codici rosso l’aumento percentuale si è registrato solo al San Giuseppe di Empoli (1,99%) e al Santa Maria Annunziata (8,84%) mentre in tutti gli altri presidi si registra un lieve decremento. Passando al dato giornaliero del San Jacopo, invece, i codici rossi nel 2017 sono aumentati dello 0,7%, il che significa quasi un paziente in più al giorno. Anche nei mesi più recenti l’attività del Pronto Soccorso è stata elevata: da ottobre 2017, l’aumento degli accessi è stato del 7%. Alcune patologie come quella traumatica, cardiaca e dell’età pediatrica, per la zona del pistoiese vengono centralizzate al Pronto Soccorso del San Jacopo (come confermato anche dal -3,09 di S.S. Cosma e Damiano di Pescia e dal +3,42 del San Jacopo a Pistoia). In questo e con l’introduzione dal 2016 delle reti dedicate alle patologie tempo dipendenti di cui fa parte anche l’ospedale di Pistoia, si può leggere il perché di un trend tutto in crescita e che fa supporre, fra l’altro, che nel 2018 l’attività del Pronto Soccorso sarà destinata a crescere ancora.

La nuova organizzazione per linee di attività e percorsi

I dati dell’emergenza del 2017 arrivano in concomitanza con la nuova organizzazione che da qualche settimana sta interessando la struttura di emergenza del San Jacopo. Il Pronto Soccorso di Pistoia sta sperimentando il Team di Valutazione Rapida, il cosiddetto TVR, una equipe composta da medici e infermieri con esperienza che in prossimità del triage, prende in carico le problematiche a intermedia complessità (traumi isolati, un dolore toracico, una cefalea, una vertigine, un dolore addominale). Qualcosa di analogo, sebbene meno codificato, è in atto da alcuni anni in altri ospedali fra cui quello di Prato e del Santa Maria Annunziata.

La novità del modello è che i professionisti non aspettano più il malato nelle rispettive stanze ma avvicinandosi al triage che mantiene intatta la sua funzione, si avvicinano al malato stesso. L’obiettivo è di un inquadramento rapido e di ottimizzare, soprattutto per il paziente fragile, la fase di assegnazione del percorso corretto. Il caso potrebbe essere quello di un anziano per cui si sospetta un trauma cranico che, senza attesa, viene indirizzato da subito verso percorsi di cura interni al Pronto Soccorso. O quello di un anziano con frattura del femore che può essere avviato al ricovero in tempi più rapidi. I pazienti quindi saranno accolti e indirizzati in base al bisogno clinico e alla complessità assistenziale.

“L’obiettivo di questa riorganizzazione – sottolinea il Direttore del Dipartimento emergenze urgenze, Simone Magazzini - è essere più efficienti nei confronti di chi viene al Pronto Soccorso. L’urgenza rimane una priorità ma ci sono anche i bisogni assistenziali di cui tener conto. Stiamo standardizzando un modo di procedere per accellerare i percorsi e rendere tutto più agevole”. “Cogliamo l’occasione – aggiungono Simone Magazzini e la responsabile Area Medicina d’Urgenza, Germana Ruggiano - per ringraziare tutti i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari che sono stati impegnati nelle scorse settimane a gestire il picco influenzale”.

La linea di attività del Pronto Soccorso a bassa complessità potrà contare, invece, sul see&treat (patologie non urgenti di tipo traumatico, piccole patologie dermatologiche, ustioni da esposizione solare, punture di insetti, orticarie e congiuntiviti) e sul fast track che dal triage potrà inviare i pazienti direttamente alla gestione specialistica.

 

La nuova organizzazione che nasce per dare risposte più appropriate e in maniera tempestiva, è applicata per ora solo ai Pronto Soccorso di Pistoia, Prato e Santa Maria Annunziata. ”Questo - spiega Germana Ruggiano - in attesa, con l’arrivo del nuovo applicativo informativo per l’area vasta centro, di poterla estendere in via definitiva a tutte le strutture di emergenza della Asl Toscana Centro”.

 

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