TOSCANA
Lunedì, 12 Febbraio 2018 15:45

Tagli alla sanità toscana, la Cgil: "La Regione ci convochi, pronti allo stato di agitazione"

FIRENZE - “Sarebbe una misura di una gravità assoluta, sarebbe inaccettabile”.

Lo scrive in una nota la Cgil che spiega da poco è stato firmato un accordo col presidente della Regione Toscana Enrico Rossi nel quale la Regione si impegnava a non tagliare sul personale in modo lineare, e ad attivare la concertazione sull'organizzazione del lavoro.

In Toscana sono stati annunciati tagli alla sanità per 45 milioni di euro. Le cifre si aggirano intorno 6 milioni di euro per il Careggi; 12 milioni di euro per la Toscana Centro; 10milioni di euro per la Toscana Nord-Est e Sud -Ovest; 4-5 milioni per Pisa e Siena.

“Solo poco tempo dopo ci troviamo davanti a notizie in cui si parla di indicazioni già date alle aziende di tagli lineari. Non è giusto e non è serio – continua la Cgil - Chi ha a cuore la sanità toscana, forze politiche in testa, dovrebbe con noi fare la battaglia per la cancellazione dei tetti di spesa determinati dalle Leggi di Bilancio dello Stato perché, se quei tagli restano, ci sarà inevitabilmente una drastica riduzione dei servizi e un peggioramento della qualità dell’assistenza. Inoltre, il parametro di cui si discute riguarda tutti i dipendenti, anche le spese per le consulenze e le direzioni”.

E il sindacato chiede dove sia finito questo aumento di spesa sul personale? “Certamente non sul personale del comparto, sulle migliaia di persone che ogni giorno garantiscono i servizi ai cittadini della Toscana e che sono ridotti all'osso” evidenzia la nota.

“In questi anni, probabilmente, da parte dell’Assessorato alla Sanità guidato da Stefania Saccardi, sono state fatte scelte sbagliate nell’organizzazione dei sevizi, se l’esito della riforma che doveva far risparmiare le teste a governo del sistema ha fatto invece esplodere la spesa. Il problema resta l'organizzazione del lavoro, il modo nel quale è stata gestita la riforma, la scarsa capacità di governo del sistema ad ogni livello. Non si possono far ricadere sui lavoratori e sui cittadini operazioni di questo tipo, perché tagliare sul personale significa tenere reparti chiusi. Non accetteremo quindi tagli indiscriminati” spiega Cgil.

“La direzione per noi è un'altra. Chiederemo incontri urgenti sul tema in ogni Azienda Sanitaria e, se non avremo le risposte che pretendiamo, saremo pronti a proclamare lo Stato di agitazione regionale del personale del Sistema sanitario toscano. La Regione ci convochi subito e cominci a rispettare gli impegni sottoscritti per la stabilizzazione dei precari” conclude la Cgil.

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