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'Partorire insieme': San Giovanni di Dio più vicino alle mamme straniere

FIRENZE - I bisogni delle donne straniere durante il parto al centro di una nuova e rinnovata attenzione da parte del Nuovo San Giovanni di Dio.

Va verso un cambiamento significativo la “relazione di cura” da parte dell’ospedale Nuovo San Giovanni di Dio nei confronti delle madri straniere che partoriscono, da oggi più orientata a quel processo di cambiamento già in atto negli ultimi anni nei paesi occidentali: il parto per le donne straniere, cioè, come evento in cui le componenti sociali contano quanto quelle biologiche. 

Un modo di pensare da parte degli operatori dell’ospedale che renda l’assistenza al parto delle donne straniere più aperta a una visione di tipo “transculturale”, orientata, cioè, allo sviluppo di una sensibilità che meglio consenta il riconoscimento dell’altro e sia più aperta a modi diversi di vivere il proprio corpo e la propria maternità.

“Partorire insieme” diventerà parola chiave per avvicinarsi alle donne straniere che accedono all’ospedale per partorire e che, in un numero sempre crescente negli ultimi anni, stanno usufruendo delle sale parto dell’Azienda: attualmente la percentuale di straniere che partoriscono in Italia si aggira intorno al 20% e raggiunge valori vicini al 40% in alcune delle realtà locali della Ausl Toscana Centro come Empoli e Prato.

Tuttavia nel 2017 sono stati ben 554 i nati da donne straniere al San Giovanni di Dio. Per molte di queste donne il parto rappresenta spesso il primo contatto con la sanità italiana: molte non partecipano ai corsi di preparazione al parto o, fatta eccezione delle ecografie, ai controlli ambulatoriali ma si affidano alla tecnologia e alla sicurezza che viene fornita loro dal parto in ospedale.

Il cambiamento che il Nuovo San Giovanni di Dio sta per operare adesso, da un lato aprirà l’ospedale a nuove forme organizzative e alla sperimentazione di nuove strategie di lavoro, dall’altro rappresenta una grande opportunità di crescita per gli operatori sanitari da sviluppare attraverso anche opportuni percorsi formativi. Questo processo di rinnovamento, pensato per la popolazione straniera, avrà ricadute positive su tutta la popolazione perché le specificità culturali appartengono a tutte le persone.

L’assistenza al parto delle donne straniere è stata al centro anche di un recente Convegno organizzato dall’Ospedale San Giovanni di Dio attraverso la struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia diretta dalla dottoressa Paola Del Carlo e con la collaborazione della dottoressa Laura Falchi, ginecologa della struttura e della dottoressa Marinetta Nembrini responsabile del Servizio di Mediazione Linguistico-culturale. I lavori proseguiranno verso il prossimo appuntamento previsto fra alcuni mesi. 

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