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Empoli. L'ospedale sperimenta il “lettone” per il parto fisiologico

La stanza del parto con il lettone La stanza del parto con il lettone

EMPOLI – Ci sono anche due “lettoni” dedicati al parto fisiologico nel punto nascita del presidio ospedaliero San Giuseppe di Empoli.

Sono riservati alle donne che scelgono di partorire in modo naturale, cercando di contenere la medicalizzazione dell’evento.

All’interno del reparto di ostetricia e ginecologia, diretto dal dottor Marco Filippeschi, sono presenti due camere dov’è off limits qualsiasi interferenza che non sia realmente necessaria e motivata da un esigenza di salute e sicurezza della madre e/o del bambino.

Piuttosto che affidarsi come prima scelta a procedure mediche, farmacologiche e tecniche, è incoraggiato l’uso dell’acqua, del calore, dei massaggi, della musica: tutti metodi che possano dare sollievo alla donna ed aiutarla.

Lo racconta l’ostetrica coordinatrice Paola Martini.

“Le due camere evocano un contesto domestico: oltre al letto a due piazze la donna può disporre anche della vasca per il travaglio e scegliere, in tutta libertà, come gestire il travaglio e far nascere il suo bambino. Le ostetriche intervengono solo per aiutarla e sostenerla, oltre che per verificare il normale evolversi del travaglio e il permanere dei caratteri di fisiologia. La possibilità di accedere al percorso, per le donne che ne facciano richiesta è valutato congiuntamente dal ginecologo e dall’ostetrica quando la donna ha avuto una gravidanza fisiologica e non sono presenti fattori di rischio, che rendono preferibile una gestione condivisa dell’ostetrica e del medico”.

Il parto nelle due camere “speciali”, le uniche del genere in tutta l’Azienda USL Toscana centro, garantisce quindi tutti i parametri di sicurezza e, qualora insorgano problematiche, sia per la madre che per il nascituro, avviene l’immediato trasferimento nelle contigue sale parto.

Dall’inizio dell’anno ad oggi al San Giuseppe sono nati 1197 bambini ma solo un piccolo numero di questi è venuto alla luce nelle camere con il “lettone”.

Ancora l’ostetrica coordinatrice: “sappiamo da ampia letteratura internazionale che questo rappresenta il modo più sicuro e che offre i migliori risultati in termini di salute, oltre che di soddisfazione della donna e della coppia. Eppure ancora si registra una certa diffidenza e ingiustificato timore da parte dell’utenza. Dobbiamo quindi essere noi operatori, ostetriche e medici, con informazioni scientifiche, aggiornate e concordanti, a promuovere con le donne il percorso del parto naturale. Percorso che deve iniziare già in gravidanza, sostenendo la donna e la coppia in una crescita di autonomia e consapevolezza”.

Il motivo lo spiega il dottor Filippeschi: “Il tema dell’eccesso di nascite che avvengono tramite taglio cesareo in Italia è purtroppo noto a tutti: i dati della regione toscana sono per fortuna migliori della media nazionale (26%) e la percentuale del presidio di Empoli (27% di parti chirurgici) conferma la tendenza regionale. Questo dato – aggiunge il medico - dimostra un’attenzione generale all’evento parto: nelle 4 sale parto “tradizionali” le donne sono comunque incoraggiate a far nascere i loro bambini per via vaginale, è promosso il contatto “pelle a pelle” nelle prime ore di vita e favorito l’allattamento al seno.”

 

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