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ChiantiBanca. Ritorno con Iccrea, il cda chiede il mandato ai soci

L'assemblea del maggio scorso L'assemblea del maggio scorso

SAN CASCIANO – L’assemblea dei soci di ChiantiBanca è stata convocata per domenica 10 dicembre alle 9,30 al Nelson Mandela Forum di Firenze.

Si tratta di un’assemblea ordinaria con un solo punto all’ordine del giorno: l’adesione al gruppo bancario Iccrea. In quella sede, però, i soci dovranno solo decidere l’orientamento e conferire al consiglio d’amministrazione il mandato per avviare la trattativa con Iccrea. Successivamente, sarà l’assemblea straordinaria della prossima primavera a votare il provvedimento, dopo aver deliberato la modifica dello statuto.

La vicenda delle nuove holding di credito cooperativo è travagliata ed ha spaccato in due la base sociale. L’ex presidente di ChiantiBanca, Lorenzo Bini Smaghi chiese all’assemblea ordinaria – anch’essa convocata nel dicembre dello scorso anno - di avviare la trattativa per l’ingresso nel gruppo bancario cooperativa Cassa centrale banca, una holding che stava nascendo nel Trentino. L’assemblea dette il via libera a Bini Smaghi. Nel maggio scorso l’assemblea venne chiamata ad approvare l’adesione a Cassi centrale e, conseguentemente, ad uscire dalla Federazione delle banche di credito cooperativo della Toscana che fa capo a Iccrea. Fu un voto contestato perché svolto mentre le urne per il rinnovo del consiglio d’amministrazione erano state aperte e molti soci non erano più nel salone. Non a caso su quel voto pende un ricorso.

L’assemblea votò l’adesione, ma il voto successivo ribaltò gli equilibri, Bini Smaghi perse le elezioni e tutto tornò in discussione.

Perché, in realtà, dal dicembre 2016 nessuno dei contendenti era rimasto fermo. Il consiglio d’amministrazione probabilmente aveva fatto un passo in più rispetto al mandato ricevuto. In assemblea, infatti, non venne presentato l’esito di una trattativa, bensì un pacchetto già confezionato. Non a caso ancor prima dell’assemblea di maggio, gran parte dell’organizzazione di ChiantiBanca era stata modellata sui servizi di Cassa centrale.

Ma non era rimasta ferma nemmeno Iccrea che non voleva perdere una banca importante come quella di San Casciano. Così sotto l’ombrello della Federazione toscana, venne allestita una compagine da contrapporre a Bini Smaghi, una compagine con il baricentro spostato verso Firenze e Prato. Una mossa vincente che ebbe il sostegno degli ex dirigenti dell’istituto di credito che alcuni mesi prima erano stati costretti alle dimissioni e che sono coinvolti in un’indagine della Magistratura.

La sconfitta di Bini Smaghi bloccò il percorso di adesione a Centrale cassa, e adesso la proposta di rientrare nell’alveo di Iccrea, mantenendo però il sistema dei servizi ereditato dalla holding trentina. Ma non sarà una passeggiata perché gli sconfitti di maggio non hanno deposto le armi.

 

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