TOSCANA

Lunedì, 16 Ottobre 2017 19:13

ChiantiBanca torna tra le braccia di Iccrea

di Alberto Vivarelli

SAN CASCIANO – Il dato è tratto, ChiantiBanca torna tra le braccia di Iccrea.

Il consiglio d’amministrazione ha rispettato il patto stipulato con la Federazione delle banche di credito cooperativo della Toscana, che nell’assemblea del maggio scorso ebbe un ruolo chiave per ribaltare i rapporti di forza all’interno della compagine sociale. (http://www.reportpistoia.com/toscana/item/52359-chiantibanca-scontro-a-suon-di-milioni-tra-cassa-centrale-banca-e-iccrea.html). Adesso la parola passa all'assemblea straordinaria dei soci che dovrà essere convocata entro il 31 dicembre per ratificare o respingere la decisione del cda.

Si torna indietro, dunque, ma non sarà una operazione indolore. ChiantiBanca dovrà restituire i 20 milioni del prestito erogato dalla Cassa Centrale Banca del Trentino, oltre agli interessi. Successivamente, Iccrea verserà a ChiantiBanca 20 milioni di euro sotto forma di prestito, ed un ulteriore contributo; si parla di altri venti milioni.

La partita, però, potrebbe non chiudersi qui. Da domani scenderanno in campo gli avvocati. Quelli di Iccrea - che si basano su due pareri legali - sono sicuri di cavarsela con la restituzione del prestito oltre agli interessi (2,7%), quelli di CCB, ha scritto di recente la Repubblica, chiederanno un risarcimento enorme: 100 milioni di euro. Una cifra successivamente smentita da CCB. Ci sarà un punto di contatto tra le due holding? Non è da escludere.

Quella di Iccrea è un’operazione finanziaria imponente ma il valore della posta in gioco è altissimo: per Cassa Centrale Banca l’uscita di ChiantiBanca potrebbe significare abbandonare la costituzione della holding trentina e tornare ad una unica holding nazionale, quella di Iccrea, solo i numeri dell’istituto di credito senese, infatti, avrebbero garantito la sopravvivenza del sogno di Trento e del governatore veneto Zaia. E’ quindi più che una ipotesi che lo scontro legale sarà durissimo.

Cosa cambia questa decisione? Dipende dai progetti di Iccrea: mantenere l’autonomia dei territori o accentrare tutto a Roma? Per il momento è tutto da decifrare, ma i primi, pur vaghi, segnali indicherebbero la seconda strada.

E ancora. Come potrebbe cambiare la geografia del credito cooperativo con una unica holding romana? Il processo di fusioni e accorpamenti proseguirà o verrà congelato? E ChiantiBanca che ruolo giocherà entrando in una holding dove avrà sicuramente meno potere rispetto a CCB?

I prossimi, futuri passaggi daranno le risposte.

Il ritorno sotto l'ombrello di Iccrea, potrebbe causare qualche fastidio a soci e correntisti. A rigor di logica ChiantiBanca dovrebbe abbandonare il sistema di gestione della holding trentina e tornare a quello in funzione fino al 2016, quindi nuove carte di credito (per i possessori di quelle al di fuori del circuito Cartasì), nuovi bancomat e nuovi Rid. Ma potrebbe mantenere anche l'attuale sistema Phoenix: era una delle garanzie chieste per il ritorno in Iccrea.

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.