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Paolo Rossi torna a Prato con una mostra a lui dedicata

di Giovanni Fiorentino

PRATO – Paolo Rossi torna a casa e lo fa promuovendo la sua “Pablito great italian emotions”, mostra gratuita itinerante di cimeli calcistici legati all' ex – attaccante di Juventus e Nazionale che verrà inaugurata sabato prossimo alle 17:30 all' interno di Palazzo Banci - Buonamici e sarà visitabile sino all' 8 gennaio prossimo.

“E' stato un piacere per me avere la possibilità di portare questa iniziativa anche nella mia città natale, prima di far tappa verso Vicenza e Bruxelles” - ha spiegato - “Voglio condividere questi riconoscimenti con le nuove generazioni, perchè a mio avviso la nostra vittoria in Spagna travalicò il semplice ambito sportivo”. Ecco dunque che i visitatori potranno osservare oltre 60 differenti oggetti, quali la maglia azzurra indossata dal sessantenne pratese in quella magica notte di luglio del 1982 in cui rifilò una tripletta al Brasile, la scarpa d' oro Mondiale, il Pallone d' oro vinto alla fine del medesimo anno e il Pallone d' argento dei Mondiali argentini del '78.

A margine della conferenza di presentazione, “Pablito” ha rievocato episodi legati alla sua carriera e a Prato: “Frequentavo il Dagomari, che lasciai a 16 anni per le giovanili della Juventus. Iniziai a giocare nel Santa Lucia grazie al dottor Riccardo Paia, un medico con il pallino del calcio che fondò questa squadra e prese anche mio fratello Rossano“ ha raccontato, rivelando una curiosità: “So che la sera stessa della finale di Madrid, alcune persone si presentarono a casa dei miei genitori portando via una manciata di terra del giardino, a mo' di reliquia”.

Immancabili, infine, l' elogio al compianto C.T. Enzo Bearzot e una stoccata ai colleghi odierni: “Il “Vecio” era una persona di alta caratura etica, oltre che tecnica e culurale. Allora per essere convocati in Nazionale non bastava essere bravi, dovevi possedere anche determinati valori etici” - ha affermato l' eroe di Spagna '82 - “Senza criticare né offendere nessuno, oggi vedo certi giocatori pieni di tatuaggi e non impeccabili caratterialmente”. “Paolo rappresenta una parte importante nella storia sportiva cittadina, sono convinto che i pratesi, e non solo, accorreranno in massa a salutarlo” ha chiosato il sindaco Matteo Biffoni.

 

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