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Il presidente Maltinti infuriato. "In Comune non sono corretti. Ci vuole chiarezza"

di Leonardo Cecconi

PISTOIA – Un Roberto Maltinti arrabbiato, amareggiato e deluso, ha indetto stamattina una conferenza stampa per parlare dell'attuale situazione del PalaCarrara.

La società ha deciso di prendere una posizione circa la conclusione della vicenda dei lavori al tetto e mettere un punto definitivo su quali saranno i rapporti tra la società e l'attuale Amministrazione comunale.

In merito a quanto accaduto per i lavori di ripristino della copertura del palasport, la società vuole precisare e chiarire che la soluzione che è stata trovata nelle ultime settimane, è stata resa possibile grazie all’intervento di alcuni soci, che si sono adoperati affinché potesse essere ottenuto un esito positivo della lunga diatriba con il Comune di Pistoia.

“Tutto quello che dico è a titolo personale ed è la mia assoluta verità - le prime parole del presidente - senza infiocchettamenti e sono disposto ai confronti. Trovarsi i carabinieri e finanzieri alle sette di mattina di tre mesi fa, avendo fatto tutto quello che i funzionari comunali mi avevano chiesto di fare, non è stato affatto bello. Siamo partiti con una società che non c'entra nulla con il Pistoia basket e che aveva un debito con il Comune, ma lo stava pagando regolarmente con Equitalia. Nessuno ci ha detto che dovevamo compensare qualcosa e se ci iscriviamo al campionato e siamo nei parametri della Federazione, è solo grazie ad alcuni soci che hanno tirato fuori i soldi ed abbiamo accettato un accordo per il bene di Pistoia. Quando ho letto che qualcuno del Comune ha detto che i tifosi dovrebbero scusarsi col Comune, credo che sia offensivo; i tifosi dovrebbero ringraziare i soci del Pistoia Basket che hanno pagato, perché il Comune, fino ad oggi, non ha tirato fuori un euro”. 

Il mancato rispetto degli accordi da parte del Comune, aveva portato infatti all’impossibilità di saldare come dovuto l’azienda che aveva correttamente eseguito i lavori e aveva altresì comportato un serio squilibrio al bilancio del Pistoia Basket, tale da non permettere alla società di rispettare i corretti parametri economici, come richiesto dalle normative federali, in assenza dei quali la società avrebbe subito immediate sanzioni, con il successivo, concreto, rischio di non iscrizione al campionato di serie A 2017/18. Raggiungere questi sopracitati obiettivi, pertanto, è stato indispensabile quanto oneroso e complicato, il tutto aggravato dal fatto che tale situazione non era certamente immaginabile al momento della firma dell’accordo con l’Amministrazione comunale, poiché nessuno aveva posto alcun genere di vincolo alla realizzazione delle opere previste dagli atti. 

“Il 3 ottobre ho convocato Bertinelli, Tuci e Stefanelli - continua Maltinti - chiedendo di pagare il debito alla società edile che aveva fatto un lavoro perfetto ed ho avuto la garanzia che entro il 17 ottobre la ditta avrebbe riscosso; successivamente è stato fatto un foglio scritto dicendo che avrebbero pagato a fine mese e questo non è bello o corretto. Cerco di dare un consiglio a chi fa politica, quello di non aver paura a chiedere scusa quando si è sbagliato. Al momento del cambio di amministratore allo sport nei primi di febbraio, ho chiesto un nuovo incontro, al quale mi hanno risposto che il dirigente Billwiller era malato e mi avrebbero fatto sapere. Ancora non ho avuto risposte e mi auguro quindi che non sia una malattia grave! Il nostro poi è un palazzetto che ha trent'anni e ci sono alcune cose che non vanno più. La caldaia ha grossi problemi, abbiamo fatto la richiesta per la capienza a 5000 posti, che personalmente ritengo sbagliata e per il quale ho mandato una lettera a Petrucci, ma ad oggi nemmeno un mezzo cenno di risposta da parte del Comune. Ivo Lucchesi ha chiamato l'architetto Andreini, che ha costruito il palazzetto, per avere una consulenza, ma non dovevamo farlo noi, perché è il comune proprietario e responsabile della straordinaria amministrazione. Potranno mandare qualcuno a vedere se c'è modo o no di fare questa ampliamento ed avere la delega? Se fossero persone serie qualcosa ci direbbero, almeno darci una possibilità di capire se possiamo andare avanti a Pistoia con il basket o no. Alle condizioni attuali per noi è difficilissimo gestire un palazzetto; la gestione costa dai 90 ai 100.000 euro e siamo la società che paga più di tutti per gestire un palazzetto, addirittura più di Milano. Anche l'impianto luci, costato 70.000 euro, l'ha cambiata il Pistoia basket e lo abbiamo fatto su un immobile del comune. L'assessore Tuci non viene nemmeno più alla partita per la paura di venire fischiato, anzi, per migliorarsi dovrebbe venire a cercarseli i fischi; quando ho preso 26 mesi di condizionale per la Pistoiese, la domenica successiva ero allo stadio e la gente ha capito. Il sindaco ha detto che non vuole l'abbonamento perché vuol pagare e andare in curva; ma è casa loro, siamo noi che dovremmo pagare il biglietto. Ci sentiamo soli e siccome da soli non si fa niente, siamo davvero preoccupati. Se non si muove qualcosa, questo gioco va a finire. Tutti dovremmo essere orgogliosi di essere pistoiesi e solo cosi si raggiungono risultati. Solo in questo modo, con l'unione, fra dieci anni sarete ancora a gioire del basket a Pistoia. Io sono qui, se qualche politico è urtato dalle mie parole sono disposto a qualsiasi tipo di incontro, davanti alla tv o dove vogliono loro; non voglio più passare davanti allo stadio e vedere il pallone del pattinaggio scoperto, perché  è una vergogna! Non voglio solo parlare della pallacanestro. Non esiste un campo da rugby e ho conosciuto delle ragazze costrette ad andare a Pisa. Pistoia non è cosi povera come vogliamo far sembrare e ripeto, se tutti ci mettessimo qualcosa potremmo fare una città più bella. Se continua cosi, fra dieci anni difficilmente parleremo ancora di pallacanestro. Un palazzetto bello come domenica scorsa in Italia, non l'avevo mai visto e ringrazio tutti. Concludo dicendo che nessuno del Comune ci ha mandato un apprezzamento o ringraziamento per aver portato Pistoia in televisione e fra le prime otto d'Italia in campionato; nemmeno il brindisi di benvenuto ad inizio anno è stato fatto”.

 

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