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Luca Silvestrin introduce la sfida play off. "Venezia fortissima, Pistoia meglio a rimbalzo"

Silvestrin assieme a Matteo Lanza Silvestrin assieme a Matteo Lanza

di Leonardo Cecconi

 

PISTOIA – Non c'è niente di scontato, anche se la sfida per la The Flexx Pistoia è sicuramente di estrema difficoltà.

Il settimo posto ha accoppiato i biancorossi alla seconda classificata, l'Umana Reyer Venezia, che ha chiuso la stagione regolare con 21 vittorie e nove sconfitte; da ricordare che i veneti, assieme a Sassari, sono stati gli unici in stagione a passare al PalaCarrara, grazie ad una serie di triple dell'ex Ariel Filloy. In campionato la Reyer ha sofferto molto Reggio Emilia e Trento, con le quali ha perso entrambe le sfide e complessivamente sono tre le gare perse tra le mura amiche dai veneziani, con sei sconfitte esterne. In termini realizzativi, i lagunari si attestano al quinto posto con una media di 81.6 punti a partita, contro i 76.9 di Pistoia, che invece è la terza miglior difesa del campionato e Venezia che si trova al sesto posto. Nel tiro da due punti i biancorossi sono al quinto posto generale, mentre Venezia è penultima al quindicesimo, ma la statistica si ribalta nettamente nel tiro dalla lunga distanza, dove la Reyer si è attestata al quarto posto e Pistoia ultima. Statistiche simili per palle perse e palle recuperate, tiri liberi e stoppate, mentre i biancorossi sono in leggero vantaggio ai rimbalzi. 

 

L'appuntamento è per sabato 13 maggio alle ore 19.30, con diretta televisiva su Sky Sport 2 e chi meglio di Luca Silvestrin poteva aiutarci ad analizzare questa sfida play off. Nonostante diciotto campionati di serie A, con 578 presenze complessive e diverse maglie indossate, il suo cuore è diviso tra la città natale in laguna, nella quale ha trascorso sette stagioni agonistiche e Pistoia, dove ha giocato tra il 1989 ed il 1992. 

 

Luca, quali sono pregi e difetti delle due formazioni?

 

“Venezia la vedo sempre e non è certo l'accoppiamento migliore per Pistoia, ma i biancorossi hanno fatto una grandissima impresa. Si vede la grande bravura di Esposito che è riuscito davvero a compiere un'impresa, spinto da tutta la città, perchè credo che 3/4 partite, il pubblico del PalaCarrara te le faccia vincere. A differenza dei miei tempi, quando a Venezia non c'era una lira, adesso hanno la possibilità di mandare in rotazione due stranieri in tribuna, che giocherebbero titolari a Pistoia. Se tirano al 50% possono battere anche Milano, ma nelle giornate di scarsa vena realizzativa, hanno problemi di lunghi; Pistoia ha la caratteristica di non mollare mai e con Esposito, non ricordo che abbia mai preso imbarcate. Se i toscani hanno un punto a favore è proprio il settore lunghi, perche sugli esterni non c'è partita, mentre a rimbalzo può avere un pò di vantaggio. Se parlo con obiettività, per Pistoia sarebbe ottimo un 3-1 e se riuscisse ad arrivare alla quinta sarebbe un risultato eccezionale. Nonostante tutti i grandi nomi che ha in roster, secondo me il miglior acquisto di Venezia è stato proprio Ariel Filloy”. 

 

Sarà anche una sfida sulle panchine, con Vincenzo Esposito nominato miglior allenatore dell'anno con 155 voti, seguito proprio da Walter De Raffaele con 122; il coach casertano è realmente il valore aggiunto della squadra biancorossa?

"Cerco di dare un giudizio misurando le forze in campo, perchè la pallacanestro oggi è quello che spendi. Con il mercato sempre aperto, che io chiuderei a Dicembre, traggono un gran vantaggio le squadre che hanno possibilità di investire. Venezia in questi anni non è riuscita a vincere nulla nonostante abbia speso moltissimo e, per fare un gran campionato, deve almeno arrivare in finale. La The Flexx non è la peggiore, ma sicuramente Vincenzo ha fatto un lavoro eccezionale e le squadre come Pistoia, che hanno fame e lottano sempre, sono quelle che più affascinano”. 

 

Esiste un Luca Silvestrin nel basket di oggi? Sicuramente Cosariol sta facendo un campionato al di sopra di ogni più rosea aspettativa.

"Crosariol è un 5, io non lo ero. Il mio compagno ideale era Leon Douglas, che passava benissimo e creava gli spazi. Rispetto a Crosariol avevo molto tiro, lui ha molto fisico; il suo problema forse è la costanza, perchè in assoluto è uno dei migliori pivot del campionato e potrebbe essere devastante. Ha più qualità di Cusin, che è molto più duro e non molla mai, ma Crosariol è uno che fa canestro con dei signori movimenti. A Venezia non lo tiene nessuno e potrebbe essere davvero un valore aggiunto; quando hanno trovato squadre grosse con due lunghi, come ad esempio è successo in coppa, hanno fatto molta fatica". 

 

Secondo te, quali sono state le sorprese e le delusioni di questa stagione?

 

“Probabilmente Reggio Emilia la delusione. Hanno forse sopravvalutato Cervi, sbagliando gli stranieri; vero che hai Polonara, Della Valle ed Aradaori, ma Reggio che arriva in quella posizione è una delusione. Poi Torino, del mio amico Vitucci, che non è riuscito a conquistare i play off. La vera sorpresa è proprio Pistoia, mentre Capo d'Orlando è un pò calata. Adesso aspettiamo la post season e, se Venezia ed Avellino dovessero arrivare in semifinale, non saprei chi può spuntarla. Sicuramente Milano, se gioca da Milano, non ha avversari”. 

 

Cosa pensi della decisione del Consiglio Federale, che ha stabilito la capienza minima di 5000 posti per partecipare al massimo campionato, a partire dalla stagione 2018-19. La vedi come una voglia di rinnovamento o come un maldestro tentativo di riportare le grandi società ai fasti di un tempo?

 

"Personalmente mi piacerebbe ci fosse una struttura tipo NBA e rivedere le grandi città nel basket che conta, ma non sarebbe giusto per meritocrazia. Le cose andrebbero fatte con gradualità ed a volte mi sembrano discorsi fatti da incompetenti. A Pistoia per esempio il palazzo è scomodissimo, con i seggiolini stretti nemmeno sui voli Ryan air, mentre Venezia il palazzetto è bruttissimo. Ma non puoi pretendere che in un anno o due le società possano mettersi in regola; a volte penso che certe proposte siano fatte da gente che viene da un altro mondo". 

 

Per finire, i tuoi ricordi più belli legati alle due città?

 

"Sono gli ultimi. Ho esordito a 16 anni a Venezia e chiuso a 35 con una promozione, in una squadra che ad inizio anno era considerata meno di Pistoia oggi. Sapevo che sarebbe stata la mia ultima partita in serie A e sapevamo che saremmo falliti; ma questo ha fatto di noi delle "bestie" che avevano una voglia pazzesca. Ed a Pistoia uguale, ho finito con una promozione e la cosa più bella è la gioia che ho visto negli occhi della gente, le sensazioni che ho provato. Quando vedi le persone felici, tu giocatore hai dato un senso a quello che hai fatto ed è la gioia più grande che lo sport ti possa dare. Pur bellissimo anche l'anno passato a Livorno, Venezia e Pistoia sono due piazze uniche per me".

 

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