SPETTACOLI

Domenica, 02 Dicembre 2018 12:01

Holcombe, il mito dell’on the road a Santomato

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – E’ la settimana di Malcom Holcombe. Il conto alla rovescia per l’attesissimo concerto del musicista americano è iniziato.

L’appuntamento è per giovedì 6 dicembre. E poiché Tony De Angelis è abituato a non farci mancare niente, ha affidato a Rick Hutton, beniamino del Santomato Live Club, l’apertura della serata. Insomma, un evento ad altissima intensità musicale in esclusiva per la Toscana.

Holcombe è un personaggio controverso, una vita difficilissima alle spalle che la musica ha in parte salvato. Come spesso ha avuto modo di dire, è stata la sua terapia, la terapia per superare la perdita dei genitori in giovanissima età.

In cerca di lavoro, si trasferì a Nashville, nel Tennessee, considerata la culla del country. Cominciò a lavorare al Douglas Corner, uno dei maggiori locali della città. Ogni sera sul palco sfilavano i migliori musicisti di country e Holcombe era lì, ma in cucina perché lavorava come lavapiatti, quando però gli capitava l’occasione di agguantare il microfono, la sua voce colpiva, eccome.

Di lui si accorsero, purtroppo tardi, come spesso avviene, gli executive di una grande casa discografica: aveva già trentanove anni quando esordì con “A far cry from here”, ma per lui ogni cosa era un percorso in salita. Un secondo disco venne presto accantonato, il cantautore precipitò nella depressione e si rifugiò nell’alcolismo.

Ci vollero alcuni anni per la sua rinascita, grazie ad alcuni lavori auto prodotti crebbe il culto nei suoi confronti, un classico quando una proposta diventa di nicchia.

Il mensile Rolling Stone ne lodò le composizioni, Emmylou Harris duettò con lui, ma Malcolm Holcombe apparteneva sempre alla categoria dei beautiful losers, i belli e perdenti, il cui punto di riferimento fu lo scrittore Leonard Cohen. Era diventato un marchio. Per musicisti come Holcombe, che vivono on the road, alla ricerca del prossimo locale dove esibirsi, il grande successo internazionale non è mai arrivato anche perché è sempre stato un personaggio lontano dalle maglie della discografia che regola e indirizza il mercato.

Ci sono molte correnti nella canzone d’autore statunitense, ma hanno più a che fare con lo spirito dei singoli artisti piuttosto che con la loro musica. Quella di Holcomb può essere di derivazione più o meno blues, uno spruzzo di folk appalachiano (la sua terra d’origine), oppure discendente dalle ballate anglosassoni che hanno viaggiato con i padri pellegrini, senza contare, naturalmente, il rock, il jazz, tutte le diramazioni possibili.

Il suo ultimo album si intitola “Come Hell Or High Water” ed è uscito nel 2018. Ricca e costante la sua discografia, con quindici Lp, tra questi, Another Black Hole, Pitiful Blues, Not Forgotten, To Drink The Rain.

Malcolm è molto amato in Italia ed è già stato ospite delle Buscadero Nights, ma si è esibito anche in altre città italiane, come a Cuneo.

L’apertura è affidata a Rick Hutton. In Italia (per caso) dalla fine degli anni 70, il musicista inglese inizia la sua carriera in Italia con il gruppo italiano "The Groove", col chitarrista Gorby Maraccini. Il successo per Rick arriva con le nascenti tv private interamente dedicate alla musica: a metà anni '80 Video Music e Super Channel lo scelgono per condurre alcuni programmi di musica. Nell'89 arriva il primo album del cantante inglese: "Rick Hutton" (Polygram/kindergarten records). Si susseguono poi l'attività di presentatore di festival soul, R&B e blues, la fondazione della rock/blues band dei Tracks, e la pubblicazione del secondo disco "What's the silence about" (1994, Ricordi international). Tra il '98 e il 2003 Hutton gira il mondo alla ricerca di musica etnica per il suo programma "Music Travel" su Stream Tv, ed ha l'occasione di realizzare una serie di interviste ai Rolling Stones per RaiUno. Come musicista Hutton colleziona collaborazioni prestigiose: Billy Preston è suo ospite durante una tournée nel '94 sulla costa adriatica; nello stesso perdiodo improvvisa un duetto blues con Joe Cocker di passaggio a Roma col suo world tour del '95-'96; nel '97 è sul palco in Florida con i Temptation per cantare "My girl"; al festival di Porretta, Hutton approfitta del suo ruolo di padrone di casa per cantare "The blues is alright" con Wilson Pickett e Rufus Thomas. Per l'occasione, Rick Hutton registrerà il nuovo video promozionale) intorno alle 21. Santomato Live è in Via Montalese 25/A a Pistoia. Ingresso per il concerto 10€ (con drink incluso). Info e prenotazioni (per chi volesse anche cenare è prevista cena a buffuet a soli 18€): 333 4657051 oppure 0573 479957.

L’evento è realizzato in collaborazione con VaLore Recording Studio Associazione culturale New Generation. Main sponsor Conad.

Decisamente diverse le serate del fine settimana, un vero e proprio invito al ballo.

Venerdì 7 dicembre alle 21.30, i Suzy Q faranno ballare gli ospiti del Santomato Live e sabato 8 dicembre ancora ballo con il mitico dj del Concorde, Massimo Dj Bani con i successi degli anni 70, 80 e 90.

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