Contenuto Principale
Notice
  • There is no category chosen or category doesn't contain any items

Cammino di Santiago, la storia di un amore indissolubile

Riccardo Capecchi sul sentiero del Cammino di Santiago, nel 2015 Riccardo Capecchi sul sentiero del Cammino di Santiago, nel 2015

di Matteo Corsini

PISTOIA – “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”.

Così cantava Antonello Venditti in “Amici mai”; una piccolo parte di uno splendido brano del cantautore romano che riassume brevemente il pensiero di Riccardo Capecchi, 65enne pistoiese all'antivigilia di un'appuntamento per lui divenuto storico, dalla cadenza quasi annuale: il cammino di Santiago.

Già a maggio dell'anno scorso Capecchi aveva intrapreso il cammino, percorrendo i quasi 900 chilometri (http://reportsport.it/index.php/storie-content/item/111-cammino-di-santiago-tra-altruismo-e-spiritualita-la-storia-di-riccardo-capecchi), che separano Saint Jean Pied de Port, punto di partenza, da Finisterre, punto di arrivo toccato dopo il passaggio a Santiago de Compostela.

Il podista pistoiese non cambierà tracciato, avendo infatti deciso di arrivare a Santiago passando ancora una volta per lo stesso tratto compiuto dodici mesi fa: “Voglio approfondire il percorso – spiega – e cercare di vedere ciò che mi è sfuggito. Lo scorso anno infatti, non mi sono mai voltato indietro – continua – ecco, stavolta mi piacerebbe godermelo di più e credo che le sensazioni che proverò saranno totalmente differenti”.

Se l'anno passato era partito in comitiva per poi ritrovarsi, soprattutto per differenza di passo, a camminare in solitaria, in quest'occasione le idee sono ben chiare e sicure: “Partirò da solo, anche perché sotto certi aspetti amo il silenzio. Ascolterò i suoni e i rumori che genera la natura”. Nessuna tensione, nessuna ansia, nessun timore di non farcela: solo il desiderio di riprovare quelle sensazioni idilliache che il cammino di Santiago riesce a dare, facendo entrare il pellegrino letteralmente in un'altra dimensione, in un altro tempo.

Ovviamente, insieme allo spirito positivo, sono necessarie due caratteristiche: predisposizione mentale e preparazione fisica. “Sono pronto – spiega Capecchi – anche dal punto di vista fisico non ho mai smesso di camminare. Nelle ultime settimane ho fatto 200/300 chilometri, ma si va in forma solamente quando si va sul cammino”.

Per compiere la sua impresa Capecchi starà fuori quasi un mese e mezzo, ai quali si potrà aggiungere un'altra settimana in caso di tappa finale a Finisterre. “Non so se quest'anno toccherò la 'fine delle terre' – conclude – ma di una cosa sono certo: in futuro tornerò ancora a percorrere il cammino, magari facendo la tappa del nord”.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna