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Terrorismo, memoria e impegno per la pace. Intervista con Giancarlo Niccolai

A destra Giancarlo Niccolai con Romano Prodi A destra Giancarlo Niccolai con Romano Prodi Foto Stefano Di Cecio

di Francesco Lauria

PISTOIA - Giancarlo Niccolai è, sempre, un fiume in piena.

 E’ facile vederlo girare per il centro di Pistoia in bicicletta, ma se lo si vuole incontrare basta dare un’occhiata alla porta della sede del Centro studi Donati, in piazza San Francesco, dove raccoglie documenti e memorie di oltre quarant’anni di impegno politico e sociale.

La sua vita ha un prima e un dopo. L’evento che l’ha segnata avvenne il secondo giorno d’estate del 1977.

1977: l’anno dei movimenti e della famosa “cacciata” di Luciano Lama dall’Università di Roma e, per Pistoia, l’anno in cui l’organizzazione del terrorismo rosso Prima Linea colpì Niccolai con due colpi di Pistoia mentre si recava al lavoro, alla “Breda”. Da lì, nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno,riprendiamo il filo della memoria.

Come spiegherebbe a un giovane pistoiese quel periodo e ciò che avvenne? Quanto era radicato il terrorismo nel nostro territorio?

"I giovani non dovrebbero guardare ai fatti del passato come ad un insieme di date e di avvenimenti avulsi dai loro interessi e dalle loro aspirazioni. E’ utile che sappiano trarre da essi tutti gli elementi utili a formare la propria coscienza di uomini e cittadini di oggi, proiettati nella costruzione di una nuova società all'insegna della pace, della democrazia, della solidarietà e dell’accoglienza. Sono valori da perseguire con il dialogo civile e politico, non con le armi in pugno, come avvenne in quel periodo triste ed oscuro, in cui il bisogno di cambiamento si trasformò in guerra armata al cuore dello Stato. Il terrorismo, anche nel nostro territorio, trovò i suoi agganci e i suoi riferimenti, ma la reazione fu forte e visibile quando, dopo che fui colpito, l'intero stabilimento della "Breda" si svuotò per riempire la nostra piazza del Duomo per una grande manifestazione di condanna".

Può raccontare come nacque l'idea di costituire il Centro studi Donati e perché fu dedicato a questa figura non notissima del cattolicesimo progressista?

"Il Centro Studi è stato costituito nel 1974 per ricordare e sviluppare quei valori che Giuseppe Donati, direttore del giornale "Il Popolo" e fiero antifascista, ha perseguito e difeso con fierezza durante tutta la sua vita. Senza volere fare concessione alla presunzione, ma neppure alla paura di essere smentiti, possiamo dire che il Centro Studi "G. Donati" ha trovato nel corso dei decenni una sua precisa collocazione nell'assetto locale pistoiese e svolge ormai un ruolo consolidato nell'ambito delle iniziative di carattere culturale, sociale e politico riguardante la città. Un ruolo che gli è stato assegnato dal gradimento che la cittadinanza ha sempre espresso nei confronti del lavoro svolto con passione ed impegno. La partecipazione attenta e l'adesione costante dei cittadini ai molteplici progetti dei quali il Cento "G. Donati" si è fatto promotore e realizzatore non sono, infatti, venuti meno".

Ci avviciniamo alla triste ricorrenza del 16 marzo. Il Centro studi Donati ha promosso quello che è una sorta di "luogo della memoria" in piazza San Francesco. Cosa è rimasto della figura di Aldo Moro nella politica e nella società italiana di oggi?

"Trentotto anni fa, il 16 marzo 1978, fu rapito Aldo Moro e uccisa la sua scorta. Il 9 maggio, lo stesso Aldo Moro fu ucciso dopo 55 giorni nella sua tremenda e infame prigionia ad opera delle Brigate Rosse. Moro visse il senso del dovere con scrupolosa coscienza, sentendo che il servizio al quale era chiamato doveva essere assolto totalmente senza riserve, senza ritirarsi nell'ora della prova, senza sfuggirne mai. Lo Stato era chiaramente per lui il luogo vivo dell'incontro, del comune lavoro, della condivisione. Il non servirlo sarebbe stato un tradire la gente, soprattutto a chi ha più bisogno di solidarietà e di difesa".

In decenni di attività, in occasione del Premio Giorgio La Pira, il Centro studi Donati ha premiato innumerevoli personalità e associazioni italiane e internazionali. Qual è la figura o realtà che avete premiato a cui è maggiormente legato?

"Il Centro studi Donati dedica ormai da trentaquattro anni una giornata della Pace, della Solidarietà, della Giustizia e della Cultura nel nome e nel ricordo di Giorgio La Pira, il sindaco 'santo' di Firenze e molto di più. E' una giornata d'intensa riflessione, più che mai doverosa in tempi così difficili ed incerti. Gli anni che stiamo vivendo sono di una crudezza inaudita, anni di guerre (anche fratricide), anni che rendono l'uomo schiavo di situazioni tragiche, anni dominati da crisi economiche di cui non si intravede la fine. Cerchiamo di tramandare gli stessi valori che hanno pervaso l'opera di Giorgio La Pira, da oltre 34 anni. Lo facciamo con una giornata dedicata alla Pace, alla Solidarietà e la Cultura, che si prefigge, con la memoria e lo spirito, di rendere attuale il suo illuminato insegnamento. Sono tante le personalità nazionali ed internazionali che sono giunte nella nostra città per il conferimento del premio (una scultura in bronzo, intitolato "La lettrice", opera dello scultore Valerio Gelli), ed è per me difficile dare delle priorità. Tutte figure di alto profilo e tutte impegnate in difesa della Pace. Posso ricordare, comunque, i cardinali Francois Van Tuan e Vinko Puljic; Simon Peres; Padre Ernesto Balducci; Giulio Andreotti; Oscar Luigi Scalfaro; Alberto Sordi e tanti altri che in egual misura hanno dato prestigio alle giornate e portato alte testimonianze". 

Chiudiamo con un commento alla designazione di Pistoia come "Capitale della cultura italiana" nel 2017. Cosa bisogna fare per cogliere al meglio questa occasione? 

"La storia di questa bella e particolare città con i suoi monumenti, le sue chiese, le personalità di rilievo in campo culturale ed artistico non poteva rimanere nascosta. Anche il Centro studi "G. Donati" vuole essere partecipe di questo grande momento, al quale ritiene nel suo piccolo di aver contribuito attraverso la sua attività ormai ultratrentennale, grazie al Premio internazionale e alla Giornata della Pace "Giorgio La Pira", appuntamento di rilievo nel panorama non solo cittadino. Gli ingranaggi della macchina che deve essere messa in moto già da adesso non manchino di valorizzare adeguatamente anche la cultura "cattolica" che è stata tra le più presenti e che ha diritto di essere riconosciuta e valorizzata. E' in questa prospettiva, al servizio di tutta la città, che va l'auspicio di tutto il Centro G. Donati a chi dovrà organizzare e promuovere quanto necessario perché la designazione di Pistoia Capitale della cultura 2017 non rimanga soltanto un bel titolo scritto sulla carta o un occasione per pochi di garantirsi un futuro in discesa".

E qui, chi ha orecchi per intendere, intenda.

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