PRATO

Lunedì, 25 Febbraio 2019 15:46

Inaugurata la passerella ciclopedonale sul torrente Iolo

Galciana recupera un pezzo della sua storia 

PRATO - Si è trasformato in un momento di festa per tutto il centro abitato di Galciana stamani il taglio del nastro della passerella ciclopedonale sul torrente Iolo che collega via Valdingole e Fossetto a via sulla Vella: un pezzo di storia che viene ripristinato per la popolazione che vive sulle due sponde e una grande soddisfazione per i più anziani, che da anni chiedevano il restauro del passaggio chiuso 9 anni fa anche attraverso una petizione con oltre mille firme.

In effetti il ponticino era stato distrutto dalle truppe tedesche in ritirata alla fine della Seconda Guerra mondiale e poi ricostruito con mezzi di fortuna dagli abitanti. All'inaugurazione sono intervenuti il sindaco Matteo Biffoni, l'assessore all'Ambiente e Mobilità Filippo Alessi, l'assessore al Bilancio Monia Faltoni e Don Luca Rosati, parroco di San Pietro e della Visitazione a Galciana, che ha benedetto il passaggio: «Abbiamo più che volentieri accolto la richiesta dei cittadini di quest'opera da loro considerata molto importante - ha detto il sindaco Matteo Biffoni - In tutti gli incontri che abbiamo fatto in questi anni a Galciana non è mai mancato il riferimento al ponticino e al desiderio di riaprirlo. E' comunque un modo alternativo ed ulteriore per collegare l'area centrale e dei servizi a quella residenziale». «Abbiamo rispettato la volontà popolare di riaprire questo collegamento considerato storico - ha aggiunto l'assessore Alessi, - contando anche che l'importo dei lavori non era troppo oneroso e che il Genio civile ha dato parere positivo». I lavori sono stati effettuati nell’ambito del progetto annuale di restauro e consolidamento di ponti e sottopassi che per il 2018 destinava 300mila euro complessivi. L’intervento sulla passerella di Galciana, terminato appena in una settimana di lavori dal 19 al 23 febbraio scorsi, ha avuto un costo di circa 15mila euro. Un po' di storia. - All'inizio del 1300 in occasione degli importanti lavori relativi al tracciato e al consolidamento del Fosso di Iolo, anche in funzione difensiva, a Galciana toccarono ben tre ponti, in legno e levatoi.

Il primo fu proprio quello presso la confluenza della Vella, nella zona cioè dove poi sorse lo storico ponticino. Del ponte – come degli altri due – non si hanno più notizie né compaiono nel Plantario del '500: la popolazione utilizzava, tempo permettendo, oltre ai vari guadi, il ponte di Narnali e quello di Vergaio, ormai in muratura. Nel corso dei secoli successivi a Galciana vennero costruiti alcuni ponti ma i documenti in nostro possesso non sembrano mai accennare esplicitamente alla passerella sino ai primi del 1900. Il ponticino era già presente ai primi del '900, probabilmente in legno piuttosto che in muratura anche se in una carta successiva che lo riguarda, si parla di “vecchie fondazioni”. Tuttavia, durante la ritirata delle forze tedesche (agosto-settembre 1944), viene distrutto dalle truppe e qualche anziano galcianese ricorda ancora di averne visto i rottami sul letto del torrente. Quasi subito però - probabilmente già ai primi del '45 - esso è ricostruito dagli abitanti della zona grazie a due rotaie della vicina ferrovia ( i tedeschi ne avevano tranciate un bel po') ancorate alle “vecchie fondazioni” , e a vari tavolati di legno. Il 4 febbraio del 1953, gli abitanti della zona (Via Valdingole, Fossetto e Capannaccio), inviano una petizione al Comune di Prato, redatta dal dottore di condotta Ettore Mangani, affinché il manufatto provvisorio venga almeno “consolidato”.

L' 11 marzo 19 53, il Comune, constatata la pericolosità della struttura, notifica ai “frontisti e usuari” del pontincino, tramite il dottor Mangani, l'obbligo di far ricostruire a proprie spese la passerella, trattandosi di “collegamento di vie vicinali, almeno per la metà della somma occorrente. L'altra metà sarà offerta dal Comune, che intanto – promette – collaborerà tramite il suo Ufficio tecnico col progettista, individuato dai frontisti. Il 29 aprile 19 53, il Comune, sulla base di una relazione dell'Ufficio tecnico, ingiunge al sigr. Guido Vannoni, in qualità di rappresentante dei frontisti e usuari della zona, di smantellare immediatamente il manufatto in questione, che versa in uno stato precario e dunque pericoloso per le non poche persone che lo utilizzano e che “serve gli abitanti di una vasta zona, compresa fra le vie vicinali del Capannaccio, Fossetto e Valdingole, nei pressi di Galciana”. Nella notifica, si aggiunge che le due rotaie dovranno essere restituite alle Ferrovie dello Stato e che si dovrà sbarrare intanto gli accessi alla passerella “con muro solido alto non meno di un metro”. Il 1 dicembre 19 53, Guido Vannoni richiede al Comune il “contributo di legge per la ricostruzione della passerella pedonale sul Torrente Iolo...distrutta dalle F.A Germaniche, secondo il progetto allegato, redatto e firmato dall'Ing. Arrigo Tempesti. Tale progetto prevede la costruzione di un ponte in cemento armato largo m. 1,30 e della luce di m.12”. Il 15 gennaio 19 54 Vannoni invia al Comune “la perizia suppletiva redatta dall'Ing. Arrigo Tempesti per l'esecuzione dei lavori di consolidamento delle vecchie fondazioni della passerella pedonale…perizia che espone una spesa di £.180.000”. Si può supporre che nel corso del 1954 o nell'anno successivo l'opera venga infine avviata, anche se non completata. Il 22 dicembre 19 57 l'ingegner Tempesti rilascia ricevuta al sigr. Vannoni “a saldo di tutti i lavori inerenti alla costruzione della passerella sul Torrente d'Iolo di Galciana la somma di £. 320.00”.

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