PRATO

Giovedì, 21 Febbraio 2019 17:40

Per la Lazzerini un defibrillatore automatico

Donato dall'Associazione Nazionale Dentisti Italiani

PRATO - È stato donato questa mattina da Andi Prato (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) un defibrillatore Dae alla Città di Prato, posizionato nei locali della Biblioteca Lazzerini.

A ricevere il dono il sindaco di Prato, Matteo Biffoni.

“Di fatto – sottolinea il dr Carlo Baldi, presidente Andi Prato, i dentisti della nostra Associazione, da sempre sensibili alle problematiche sociali del territorio, basti pensare ai progetti relativi l’assistenza dei pazienti nei giorni festivi col pronto soccorso odontoiatrico festivo e l’assistenza per i soggetti in grave disagio economico col progetto Comunque Sorrisi, hanno deciso di donare alla Cittadinanza un defibrillatore semiautomatico, installato nei locali della Biblioteca Lazzerini, che conta circa 500mila accessi annui”.

Da parte sua il primo cittadino, Matteo Biffoni, ha affermato: "Grazie alla generosità di Andi Prato i tantissimi cittadini, soprattutto giovani, che frequentano la nostra biblioteca e il Museo del Tessuto avranno a disposizione uno strumento salva vita importante come il defibrillatore. Certo, ci auguriamo che non debba mai servire, ma averlo a disposizione in un luogo come la Lazzerini è importantissimo".

Una scelta questa che segna in ogni caso un’indicazione da parte dell’Associazione su quali sono le migliori possibilità di utilizzo del defibrillatore Dae.

“Nel 2016 – continua il Dr. Baldi – la Regione Toscana ha modificato, con un nuovo Regolamento e per l’ennesima volta, le norme sull’autorizzazione e sulla scia per gli studi medici ed odontoiatrici. L’elemento di spicco, ma non unico, è l’obbligo della presenza in ogni studio odontoiatrico di un defibrillatore. Tuttavia studi epidemiologici in merito non lasciano intendere che gli studi medici ed in particolare odontoiatrici, presentino una frequenza maggiore di casi di arresto cardiaco rispetto ad altri momenti di vita quotidiana. Di contro il Decreto Balduzzi del 2011, sottolineava l’importanza di posizionare tali strumenti in luoghi di aggregazione e di grande frequentazione, come ad esempio una biblioteca: di qui la nostra scelta”.

In definitiva, Andi Prato intende affermare che: “La Regione Toscana ha agito in assenza di una consultazione preliminare con l’Associazione, seppure prevista dalle stesse regole della Regione, con un’azione che impedito il diritto di partecipare, in qualità di importante Associazione di categoria, che peraltro ha già in passato collaborato con la Regione su specifici progetti sanitari, alle scelte sanitarie che riguardano i propri iscritti. Siamo di fronte a un obbligo sproporzionato al risultato e a un trattamento discriminatorio rispetto ad altre categorie sanitarie, anche perché gli studi dei sanitari liberi professionisti non sono inclusi tra le categorie elencate dal decreto Balduzzi quali obbligate al possesso del defibrillatore. Viene pertanto imposto dalla Regione un obbligo non supportato da alcuna disposizione di legge”.

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