PRATO

Martedì, 29 Gennaio 2019 15:12

Prato, contro la solitudine tre "punti pranzo" gratuiti

Da febbraio a luglio in tre quartieri periferici della città 

PRATO - Convivialità e socialità per creare comunità e contrastare solitudine e disagio socio-economico.

E' la ricetta innovativa dei “punti pranzo” che saranno aperti in via sperimentale da febbraio a luglio in tre quartieri periferici della città di Prato - Grignano, Borgonuovo e Maliseti – grazie a due progetti promossi da Arci e Arci Solidarietà, in collaborazione con SlowFood e Insieme per la famiglia Onlus, e con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Regione Toscana e del Comune di Prato.

I tre punti pranzo saranno attivi dal 4 febbraio, con orario 12.30 – 13.30, nei Circoli Arci delle tre frazioni: il lunedì e il martedì al Circolo di Borgonuovo (via L. da Prato, 17), il mercoledì e il giovedì al Circolo “Q. Martini” di Maliseti (via Montalese 338), il venerdì, sabato e domenica al Circolo “B. Cherubini” di Grignano(via O. Bambini 16). Il primo pranzo si svolgerà al Circolo di Borgonuovo e sarà presente anche il sindaco Matteo Biffoni.

"Il potenziale di questa iniziativa è ampio - afferma il sindaco - ed offre un luogo di riferimento alle persone che si sentono sole, dove possono svagarsi e interagire con altri".

Come ha spiegato il presidente di Arci Enrico Cavaciocchi, non si tratta di grandi mense, ma piccoli punti pranzo di quartiere, con una ventina di coperti, destinati ad accogliere persone con problemi di solitudine o di disagio socio-economico, anche temporaneo, segnalate dai Servizi sociali del Comune e da “antenne” territoriali come i Circoli Arci, le parrocchie, i centri d’ascolto della Caritas.

Luoghi dove trovare un pasto gratuito, ma anche e soprattutto convivialità, socialità e personale competente a dare informazioni sulle opportunità offerte dal territorio in risposta ai bisogni di ognuno. Dopo pranzo chi vuole potrà poi partecipare alle attività culturali e ricreative che saranno programmate periodicamente in collaborazione tra gli organizzatori, i circoli, le parrocchie.

"Ogni giorno 200 cittadini si recano a mangiare alla mensa La Pira - dichiara l'assessore Luigi Biancalani - l'obbiettivo è allargare questi punti pranzo, dislocati in varie zone cittadine, per soddisfare i bisogni della cosiddetta "fascia grigia" andando anche al di là del cibo, sperando che contrastino la solitudine e la marginalizzazione, ad esempio, con iniziative ricreative e culturali".

Un progetto che recupera l’esperienza positiva delle mense diffuse attiva a Firenze dal 2013, aggiungendo però importanti elementi di innovazione.

Il primo riguarda la fornitura dei punti pranzo, per la quale gli organizzatori puntano ad attivare un percorso di “economia circolare” per il recupero di eccedenze alimentari sia da realtà già strutturate come l’ Emporio della Solidarietà, sia dalla Grande Distribuzione sia dai piccoli esercizi di prossimità, coinvolgendo così le comunità di quartiere nel supporto alle persone che vivono condizioni di povertà, solitudine e marginalità.

Il progetto potrà contare inoltre sul prezioso supporto di Conad della famiglia Signorini, Prato, che si è impegnata a fornire i prodotti necessari alla preparazione di 10 pasti giornalieri.

Il secondo aspetto fortemente innovativo è l’obiettivo di coinvolgere i frequentatori dei punti pranzo nelle attività future, trasformandoli da beneficiari in volontari. Un obiettivo che gli organizzatori indicano come prioritario, per rafforzare l’azione di contrasto alla solitudine e di riduzione della marginalizzazione, e nello stesso tempo per garantire quell’apporto di volontariato necessario alla realizzazione e alla prosecuzione dell’iniziativa.

A chi darà la propria disponibilità saranno offerti corsi HACCP, laboratori di cucina e quant’altro sarà necessario per la formazione dei futuri volontari. Il progetto nasce per dare una risposta ai bisogni in particolate delle persone anziane e delle famiglie monogenitoriali con bambini piccoli, con l’obiettivo di offrire loro uno spazio di prossimità per condividere il cibo in un ambiente familiare ma anche per socializzare e ricreare rapporti umani e di solidarietà.

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