PRATO

Venerdì, 18 Gennaio 2019 15:14

Giro di milioni con bancarotta: imprenditori arrestati

Un pratese e un fiorentino, dirigenti di coop fallite

PRATO – Due imprenditori, uno dei quali pratese, sono accusati di bancarotta fraudolenta e manomissione della contabilità contabile, oltre a varie violazioni penali tributarie. I due, C.E. 71 anni pratese e C.G. 49 anni fiorentino, sono agli arresti domiciliati da stamattina quando è scattata l'operazione. A nudo un complesso sistema di frode, in cui solo di Iva non versata la truffa ammonta a oltre 3 milioni e mezzo di euro. Nella partita soldi dirottati in Romania, aziende fantasma, prestanome, auto di lusso, carte prepagate milionarie. La Guardia di Finanza ha provveduto al sequestro preventivo di 8 milioni di euro.

Le misure cautelari sono state emesse dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Firenze, Antonella Zatini, su richiesta della Procura della Repubblica di Firenze.

L'inchiesta, portata avanti dalle Fiamme Gialle fiorentine, arriva dopo accurate indagini su 4 società cooperative toscane , tre delle quali fallite, che operano nel trasporto merci e nel settore logistico della distribuzione.

Gli accertamenti di natura economico-finanziaria svolti hanno messo in luce che le cooperative facevano parte di un complesso ed articolato sistema di frode che coinvolgeva anche alcune società di capitali operanti principalmente in provincia di Firenze, tutte di fatto gestite dal dominus del sistema e da un suo uomo di fiducia, oggi arrestati, create sostanzialmente al solo fine di non versare le imposte (solo l’Iva dovuta allo Stato e non versata ammonta a più di 3,5 milioni di euro) attraverso l’utilizzo di vari espedienti contabili quali: indebite compensazioni di imposte per più di 4 milioni di euro; omesse ed infedeli dichiarazioni dei redditi ed Iva; occultamento o distruzione di documentazione contabile.

Tali cooperative venivano inoltre utilizzate come “casseforti”, da cui prelevare continuamente denaro sotto forma di ingenti compensi del tutto ingiustificati o attraverso l’accensione di carte prepagate fittiziamente intestate a soggetti nullatenenti compiacenti, per un totale di più di 3 milioni di euro.

Il meccanismo di frode consentiva il mantenimento di un elevato tenore di vita agli indagati, come dimostra, tra l’altro, il contemporaneo noleggio a nome delle società gestite, già in sofferenza, di due Porsche di lusso in uso esclusivo al principale soggetto indagato. Parte dei proventi degli illeciti commessi sono stati poi dirottati anche all’estero, con la creazione ad hoc di società in Romania e nella Repubblica Domenicana.

Complessivamente, l’azione di servizio svolta dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Firenze per acquisire il quadro probatorio che ha consentito di emettere i provvedimenti cautelari eseguiti stamane sono consistiti nell’esecuzione di 3 verifiche fiscali, intercettazioni telefoniche, 4 controlli tributari e altre attività varie di polizia giudiziaria, costituendo la seconda parte di un primo filone di indagine concluso nel 2018, che aveva già portato alla contestazione di violazioni penali tributarie e a provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dall’autorità giudiziaria competente per più di 8 milioni di euro, equivalenti al solo risparmio d’imposta ottenuto dagli imprenditori.

Durante l’esecuzione delle attività di quest’oggi, sono stati sequestrati anche orologi di pregio, conti correnti, veicoli, immobili e terreni dislocati tra la Toscana, la Campania, la Puglia e la Sicilia.

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.