PRATO

Giovedì, 27 Dicembre 2018 14:54

Richiedenti asilo costretti a frugare nella spazzatura

nella foto un momento della conferenza con il procuratore capo Nicolosi nella foto un momento della conferenza con il procuratore capo Nicolosi foto Guendalina Ferri

Nel 2016 i migranti avevano manifestato per la scarsità di cibo

di Guendalina Ferri

PRATO – E' ancora da chiarire quanti soldi siano stati effettivamente sottratti.

In un caso accertato dagli inquirenti, quello di AstirForma, si parla di circa 27mila euro erogati dalla prefettura in un mese: appena la metà sono stati destinati alle strutture e agli ospiti della cooperativa. 

E' quando hanno appurato gli investigatori della Questura di Prato nell'inchiesta terremoto che coinvolto ben otto centri di accoglienza nel territorio di Prato.

L'indagine della Polizia ha portato alla luce condizioni igieniche spaventose. Un solo pasto al giorno, anziché tre come stabilito dalla convenzione. E ancora strutture fredde, sporche, in cui non veniva garantito neppure il servizio di lavanderia.

Vivevano così circa cento migranti ospiti di strutture – tre a Prato, due a Poggio a Caiano, tre a Carmignano – gestite dal consorzio Astir.

Tre le cooperative coinvolte: AstirForma, VerdeMela srl e Humanitas. E vivevano così perché i tre responsabili usavano per l’accoglienza solo una parte dei fondi erogati dalla prefettura, sottraendo il resto forse per saldare vecchi debiti.

Per Loretta Giuntoli, presidente di Astir e responsabile legale delle cooperative AstirForma e VerdeMela, e per i gestori della cooperativa Humanitas Alberto Pintus e Roberto Baldini, negli scorsi giorni sono scattate tre misure cautelari: restrittiva per la prima che si trova agli arresti domiciliari, interdittiva per i secondi.

L’accusa è quella di frode nelle pubbliche forniture. Per Giuntoli si parla anche di minacce, che la donna avrebbe rivolto ad alcuni dipendenti dei Cas per spingerli a non denunciare la situazione di profondo degrado in cui i circa cento ospiti vivevano.

Le indagini, portate avanti dagli investigatori della Digos con l’aiuto della Squadra Mobile e coordinate dai sostituti procuratori Cavaioli e Celano, hanno preso il via a luglio.

“Sono state essenziali le segnalazioni dei cittadini – spiega il procuratore capo Giuseppe Nicolosi. – Alcune persone che vivevano nei pressi di uno dei Cas di Poggio a Caiano, infatti, hanno notato lo stato di degrado in cui versava la struttura”.

Un degrado all’esterno, insomma, che però ne celava uno ancora più profondo all’interno. Anche alcuni dei migranti ospiti sono stati sentiti nel corso delle indagini.

E agli inquirenti hanno raccontato che avevano a disposizione un solo pasto al giorno: se volevano mangiare altro dovevano andare a cercarlo fuori. Nel 2016 avevano manifestato fuori da una delle strutture di Poggio a Caiano per segnalare la scarsità dei pasti.

Le condizioni igieniche erano ridotte ai minimi termini. Neppure la biancheria veniva fornita regolarmente o perlomeno lavata: tanto che uno dei richiedenti asilo ospiti aveva dovuto frugare nella spazzatura per cercare delle lenzuola. Altri avevano provato ad accendere fuochi nel cortile per scaldarsi.

Pintus e Baldini sono già stati sottoposti a interrogatorio: i due sono stati interdetti per nove mesi dalla professione di gestori di Cas.

Giuntoli, sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari, sarà sentita nei prossimi giorni.

 

Si autosospende il vicedirettore della Caritas Alberto Pintus 

Alberto Pintus si è autosospeso dall’incarico di vice direttore della Caritas diocesana di Prato. Ne dà notizia nel tardo pomeriggio una nota della Diocesi pratese. La decisione è stata presa a seguito dell’inchiesta della Procura di Prato nell’ambito della gestione dei Centri di accoglienza straordinari gestiti dal Consorzio Astir. 

Fino al 29 giugno di quest’anno, giorno in cui è stato nominato vice direttore della Caritas, Pintus ha ricoperto la carica di presidente della cooperativa Humanitas, appartenente al Consorzio Astir. La scelta di autosospendersi dall’attuale incarico è stata presa in attesa che la sua posizione venga chiarita.

 

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