PRATO

Venerdì, 15 Giugno 2018 12:05

Discarica di rifiuti fuori da una stamperia cinese

Sequestrati i macchinari, sanzioni al titolare

PRATO – È partito tutto dal cattivo odore che i cittadini lamentavano da qualche tempo. Alcuni giorni fa il nucleo ambientale della polizia municipale, insieme ai tecnici di ARPAT, ha eseguito un controllo a una ditta nella zona di San Giusto.

L’azienda, che effettua attività di stampa a pigmenti mediante l’utilizzo di numerosi prodotti chimici, era già stata sottoposta ad un controllo circa un anno fa e denunciata per violazioni alle normative ambientali.

Nel piazzale dove l’azienda avrebbe dovuto depositare le varie tipologie di rifiuti ai fini del loro successivo ritiro e smaltimento mediante ditte autorizzate era presente una situazione di estremo degrado, con rifiuti speciali pericolosi – materiale isolante, fusti di prodotti chimici e stracci contaminati da paste da stampa mescolati a sacchi contenenti residui dei pasti dei lavoratori in avanzato stato di decomposizione – con sciami di insetti e topi che vi giravano attorno. Presenti anche divani rotti, porte smontate e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Questi rifiuti, ha accertato la municipale, sono gli stessi che erano stati rinvenuti l'anno precedente: l'azienda non si era attivata in alcun modo per smaltirli regolarmente.

In un pezzetto di terreno a verde erano stati collocati dei fusti contenenti delle vecchie pasta da stampa non più utilizzabili nel ciclo produttivo, senza utilizzare le precauzioni dovute, ovvero l’immissione degli stessi all’interno di un apposito bacino di contenimento atto ad evitare inquinamento del terreno in caso di fuoriuscita del prodotto.

Per questi motivi la polizia ambientale ha sequestrato tutti i rifiuti depositati in maniera incontrollata. All’interno dell’azienda è stato inoltre verificato che era copiosamente presente ovunque uno strato di polvere derivante dalle operazioni di spazzolatura del tessuto che si generavano dall’utilizzo delle due linee di stampa in assenza della prevista autorizzazione alle emissioni. Pertanto il personale di ARPAT ha proceduto al sequestro di due porzioni di macchinari.

Il titolare dell’azienda, un trentasettenne, è stato denunciato per aver effettuato un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e non pericolosi provenienti dall’attività della sua azienda e per aver generato emissioni in atmosfera non autorizzate. Nei suoi confronti sono state inoltre comminate sanzioni per irregolarità relative alla detenzione di un cane rinvenuto in ditta poiché tenuto a catena e privo di regolare cuccia di ricovero.

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