PRATO

Sabato, 09 Giugno 2018 08:19

Prato in festa per il vescovo Franco Agostinelli

Il dono del sindaco Matteo Biffoni al vescovo Franco Agostinelli Il dono del sindaco Matteo Biffoni al vescovo Franco Agostinelli

Catterale piena per i 50 anni di sacerdozio

PRATO - Chiesa e città di Prato si sono strette attorno al vescovo Franco Agostinelli per festeggiare con lui il cinquantesimo anniversario del suo sacerdozio. La speciale ricorrenza è stata ricordata in cattedrale con una messa solenne di ringraziamento concelebrata da cinque vescovi toscani e da ottanta sacerdoti nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 8 giugno. Data in cui in tutto il mondo si celebra il Sacro Cuore di Gesù, giornata della santificazione sacerdotale.

Tanti anche i pratesi presenti in chiesa venuti per salutare il proprio Pastore in un giorno così importante nella sua vita di prete: entrato in Seminario a 9 anni, ordinato nel 1968 e poi divenuto vescovo, prima di Grosseto e poi dal 2012 ordinario diocesano di Prato.

Sotto al presbiterio c’era la mamma Lina, 94 anni, salutata con affetto da mons. Agostinelli a inizio celebrazione: «Nel decennale del mio sacerdozio mi dicesti: facciamo una grande festa perché per i 50 anni non ci sarò. Invece sei ancora qui con me».

I saluti della comunità ecclesiale sono stati fatti dal vicario generale della diocesi mons. Nedo Mannucci, che ha consegnato al Vescovo un dono a nome di tutti i fedeli. «Vogliamo darle un segno che accompagni il suo ministero – ha detto il Vicario – un calice che raccoglie e offre il sacrificio, la passione e il lavoro di ogni uomo di questa laboriosa città, il frutto di questa terra di Prato che la ringrazia per essere diventato prima sacerdote e poi vescovo per noi».

In duomo, nelle prime file, erano sedute le autorità cittadine. C’erano il sindaco Matteo Biffoni e numerosi membri di giunta, i rappresentanti delle forze dell’ordine e della società civile. Al termine della messa il primo cittadino è salito sul presbiterio per salutare monsignor Agostinelli e porgere un omaggio per conto della città. «Questa grande comunità, agitata e complessa ma straordinariamente generosa ringrazia il suo Vescovo – ha detto Biffoni – che ci è sempre stato vicino nei momenti che contano. Insieme abbiamo vissuto momenti difficili ma con parole sagge ci hai sempre spronato con i tuoi autorevoli interventi. Ci hai continuamente esortato a prenderci cura di fa fatica. Grazie per averci regalato la gioia e l’emozione della visita di papa Francesco, quel “pellegrino di passaggio”, come ci disse il Santo Padre dal pulpito, che non dimenticheremo mai». Il sindaco ha donato al Vescovo una copia dei Regia Carmina di Convenevole da Prato, una rara edizione curata dai Bibliofili Pratesi.

Nell’omelia monsignor Agostinelli ha voluto ringraziare tutti i presenti: fedeli, sacerdoti e vescovi. Accanto a lui sul presbiterio c’erano l’emerito di Prato mons. Gastone Simoni, il vescovo di Grosseto mons. Rodolfo Cetoloni, il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro mons. Riccardo Fontana, il vescovo di Massa-Carrara-Pontremoli mons. Giovanni Santucci e l’amico mons. Luciano Giovannetti, vescovo emerito di Fiesole. Colui che 64 anni fa accolse il piccolo Franco nel Seminario di Arezzo.

«Il Signore ci ha scelto per annunciare il Vangelo di Dio a chi lo cerca e a chi non sente di averne bisogno – ha detto ai sacerdoti – oggi rinnoviamo tutti insieme le nostre promesse e rinvigoriamo la tempra della nostra missione. Ricordatevi: la Chiesa non ha bisogno di preti stanchi e demotivati ma di coloro che sono sempre pronti a combattere la buona battaglia». Rivolgendosi alle istituzioni mons. Agostinelli ha rinnovato la disponibilità a «lavorare insieme per un impegno civico e cristiano orientato al bene comune della gente».

Oltre a mons. Agostinelli la Chiesa di Prato oggi ha ricordato altri quattro giubilei sacerdotali. Quelli di mons. Guglielmo Pozzi, mons. Pierluigi Milesi, don Angelo Rancati e mons. Carlo Rocchetta, ordinati nella cattedrale di Prato cinquant’anni fa, il 15 dicembre 1968.

«Tutti sessantottini un po’ speciali», come ha detto simpaticamente il vicario mons. Mannucci nel salutarli.

La messa si è conclusa con un doppio omaggio mariano. Mons. Agostinelli ha deposto un mazzo di rose rosse e bianche sull’altare della Cappella della Madonna del Sacro Cingolo mentre il coro intonava l’inno della Madonna del Conforto di Arezzo, alla quale il Vescovo è molto devoto.

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.