PRATO

Sabato, 02 Giugno 2018 19:55

“Trasmettiamo il sorriso di Elisa amando la vita”

Il Vescovo di Prato Agostinelli al funerale della donna uccisa dall’ex fidanzato

PRATO - “Conserviamo e trasmettiamo il bellissimo sorriso di Elisa”. È uno dei messaggi che il Vescovo di Prato Franco Agostinelli ha voluto lasciare ai familiari e ai tanti amici e conoscenti che questo pomeriggio hanno gremito la chiesa di San Pietro a Galciana per l’ultimo saluto a Elisa Amato, la donna di 30 anni uccisa una settimana fa dal suo ex fidanzato.

Il presule ha presieduto le esequie concelebrate anche dal proposto di Galciana don Luca Rosati, amico di Mario e Giovanna, i genitori di Elisa. “Mi ha molto colpito – ha affermato Agostinelli - nelle foto che ho potuto vedere, il sorriso di questa donna. Un sorriso contagioso. Non a caso molti amici l’hanno definita solare. Dobbiamo conservare questo sorriso, dobbiamo trasmetterlo. Come? – si è chiesto il presule -. Amando la vita, rispettando la vita, sempre e comunque – è stata la sua risposta -, dal suo nascere e fino alla sua conclusione; condividendo la nostra vita con gli altri, come ha fatto Elisa nel corso della sua vita con il lungo servizio di volontariato alla Pubblica Assistenza. Purificando il nostro amore perché sia davvero totalmente gratuito. Ma anche pregando per Elisa e con Elisa”.

Il Vescovo, nel suo discorso, ha ripreso i significati della Resurrezione di Cristo, al centro del brano evangelico dei “Discepoli di Emmaus” proclamato nella Liturgia della Parola. “In questi giorni tutti ci siamo domandati tante volte: 'perché'; non riusciamo – ha ancora detto Agostinelli - a trovare una risposta per una tragedia così grande, ma il Signore, come nel cammino verso Emmaus, si fa nostro compagno di viaggio, si mette al nostro fianco”. “La sofferenza di Elisa – ha proseguito il presule - non è vana, la sua casa ora è la casa di Dio. Se vogliamo amare Elisa dobbiamo tenerci uniti a lei con la preghiera. Abbiamo fede per farlo? Dobbiamo ritrovare la nostra fede? Facciamolo, ora, per lei”.

Nell’omelia più volte ha fatto appello a tutti, Chiesa compresa, perché si sappia ritrovare il senso di una passione educativa per i giovani, che formi alla libertà e all’amore: “Se l’amore è inquinato dalla ricerca del proprio ego, dall’affermazione del proprio 'io', dall’egoismo, allora non è più amore, allora è un amore che uccide”. A più riprese mons. Agostinelli si è rivolto con parole di affetto e cordoglio ai familiari, che poi al termine – mentre accompagnava il feretro fuori dalla Chiesa – ha abbracciato a lungo.

“Il Signore vi accompagni, vi dia la forza di sostenere questo peso altrimenti insopportabile, il coraggio e la pietà, la pietà di guardare anche a chi è stato causa di questa tragedia; uniamoci alla preghiera di tutti, anche di coloro che in questo momento stanno celebrando il funerale a San Miniato”.

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