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Macrolotto, chiusa una stamperia cinese "fantasma"

PRATO - Sale a tre il numero di ditte che negli ultimi due mesi sono state controllate e sequestrate da parte della Polizia Municipale e da ARPAT nell’ambito dei controlli interforze.

In tutti i casi si è trattato di stamperie a conduzione cinese prive delle prescritte autorizzazioni ambientali o che lavoravano in difformità da quanto dichiarato. Durante l’accertamento effettuato negli scorsi giorni in un capannone di via Toscana, è stato riscontrato un fortissimo odore di diluente e solvente che impregnava tutti gli ambienti.

Ben 40 contenitori di tali sostanze sono state infatti rinvenuti in alcuni locali, più altrettanti  nei pressi delle postazioni di lavoro. Alcuni coloranti per il processo di stampa digitale e serigrafica, nonché alcuni prodotti chimici ausiliari, riportavano etichettatura in lingua cinese. La ditta non ha dato alcuna dimostrazione di come venissero smaltiti i propri rifiuti, classificabili anche come pericolosi, limitandosi a riferire di appoggiare gli stessi all’esterno del portone principale di accesso per il successivo ritiro da parte di soggetti non identificati.

Il grosso quantitativo di prodotti chimici non era stato dichiarato nella domanda di autorizzazione, così come nulla era stato riferito circa le soluzioni acquose derivanti dal lavaggio dei quadri da stampa che invece di essere correttamente smaltiti come rifiuti finivano, con tutta probabilità, per essere immessi nel pozzetto delle  acque meteoriche e da lì proseguire per la pubblica fognatura.

Trovati al lavoro anche tre operai clandestini che sono stati pertanto fotosegnalati da parte della Polizia Municipale: l’ispettorato del lavoro ha provveduto ad effettuare la sospensione dell’attività imprenditoriale e a denunciare il titolare per l’impiego di manodopera clandestina.

Numerose violazioni alla normativa antincendio e sicurezza dei luoghi di lavoro sono state riscontrate anche da parte dei Vigili del Fuoco e del personale della Asl intervenuto. Per quanto sopra esposto sono stati apposti i sigilli alla ditta ed il titolare cinese, Z.Z. di 27 anni, è stato deferito all’autorità giudiziaria per mancata gestione dei rifiuti e per inosservanza alle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi. Emesse sanzioni amministrative anche per la mancanza del registro di carico e scarico dei rifiuti.

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