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Tessili, abbigliamento e calzaturiero: sciopero di otto ore

Massimiliano Brezzo Massimiliano Brezzo

di Giovanni Fiorentino

PRATO - Sciopero di otto ore dei lavoratori dei settori tessile, abbigliamento e calzaturiero.

Lo sciopero, che sarà accompagnato da una manifestazione a Firenze, in piazza Cavalleggeri , si pone l’obbiettivo di strappare condizioni migliori per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto il 31 marzo scorso.

Lo sciopero è previsto per domani, venerdì 13 gennaio, a partire dalle 9.30. La data e luogo della manifestazione non sono frutto di una scelta casuale: la protesta coincide infatti con l'ultimo giorno della rassegna Pitti Uomo.

“Pensiamo che il Paese della moda per eccellenza, non possa abbassare i salari dei dipendenti - spiega Massimiliano Brezzo di Filctem Cgil, indicando i punti di contrasto con Smi-Confindustria: Reputiamo poi ingiustificate le riduzioni di indennità di malattia e delle ore di ferie previste. Idem dicesi per lo straordinario obbligatorio e la flessibilità non contrattata”.

Il vero e proprio pomo della discordia è però legato agli aumenti salariali. Secondo i sindacalisti, la proposta triennale di Smi non prevede alcun aumento per il primo anno, rimandando ai restanti due la prospettiva di eventuali benefici, qualora vi fossero le condizioni economiche favorevoli. Sicuramente un passo indietro, ripensando ai 110 euro del triennio 2013 - 2016. Sotto questo punto di vista, i rappresentanti sindacali auspicano un maggior ricorso alla contrattazione di secondo livello, al momento poco utilizzata delle aziende, e il superamento del sistema di inquadramento aziendale, risalente agli anni '70.

“I contratti sono migliorabili sia dalla parte economica che da quella normativa. Non accetteremo modifiche solo sulla seconda - commenta Qamil Zejnati di Uiltec.

“Rispetto ai rinnovi passati, abbiamo avanzato meno richieste. Oggi il tasso di inflazione è sicuramente calato rispetto alle contrattazioni passate, ma bisogna tener conto anche della diminuzione del potere d' acquisto”, ricorda Luciano Sacchetti di Femca Cisl, chiosando: “Dove c' è moda, c'è lavoro. E dove c' è lavoro, non possono mancare i diritti”.

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