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Prato, droga e prostitute cinesi nei locali: arrestato attivista per la legalità

Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi

di Thomas Gargano

PRATO - Viva la pace, no alla delinquenza, amo Prato: questi sono solo alcuni degli slogan che l'associazione cinese Cervo Bianco aveva portato in piazza lo scorso 16 gennaio.

Tra i promotori della manifestazione, Jacopo Hsiang, classe 1984, nato a Firenze da genitori cinesi. Era lui uno di quelli in prima linea nella lotta alla legalità, e proprio lui oggi è finito in manette con l'accusa di sfruttamento della prostituzione e traffico di stupefacenti. Nei guai sono finite altre dodici persone, compreso un avvocato italiano accusato di favoreggiamento e un imprenditore.

Di fatto, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, utilizzando una fitta rete di prestanome, Hsiang gestiva locali a luci rosse frequentati da cinesi. All'interno, oltre a rapporti sessuali a pagamento, si consumava anche droga, prevalentemente cocaina e ketamina. Tutta roba tagliata male, di bassissima qualità, tanto che lo scorso 4 ottobre, un terribile mix tra alcol e sostanze stupefacenti è stato fatale per un giovane di 30 anni, morto a pochi passi dal VIP, un locale cinese che si trova in via Guinizelli, oggi sequestrato a scopo preventivo.

Sempre stamattina, proprio il giorno dell'inaugurazione, è stato perquisito il VIP 2, altro “circolo culturale” aperto tra Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Sempre a Hsiang è di fatto riconducibile il Yi Hao Gong Guan di via Bovio, anche questo a luci rosse. Qui la Squadra Mobile fece irruzione lo scorso 22 ottobre, arrestando una coppia di conviventi cinesi e sequestrando droga.

Dietro di loro sempre la longa manus di Hsiang, che senza mai apparire direttamente, di fatto era a capo di tutto. Con lui una collaudata rete di complici, tra cui la madre, l'ex moglie e l'attuale compagna. In tutto due uomini e otto donne cinesi, cinque dei quali finiti in carcere. Grane anche per un avvocato pratese, che è stato interdetto dalla professione: sarebbe stato lui, in più occasioni, ad aiutare Hsiang nella falsificazione di atti e documenti.

Indagato anche un imprenditore, proprietario di uno degli immobili che ospitavano i locali. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Prato diretta dal dottor Francesco Nannucci e coordinate dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri della Procura della Repubblica di Prato, hanno consentito di rimettere insieme tutti i tasselli di un puzzle creato ad hoc per sfuggire alla legge. Una disegno criminale reso possibile, come dimostra anche l'interdizione di un avvocato italiano, grazie ad una fitta rete di connivenze e complicità.

 

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