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Guccini al Buonamici presenta il libro di Giuliano Toccafondi

Francesco Guccini al Buonamici Francesco Guccini al Buonamici

di Giovanni Fiorentino

PRATO - Pubblico delle grandi occasioni per l’arrivo di Francesco Guccini a Prato, nella splendida cornice offerta dal Giardino Buonamici.

Il cantautore modenese, sul palco insieme allo scrittore Marco Aime, ha introdotto il libro “Tra i castagni dell’Appennino” di Giuliano Toccafondi, intrattenendo la platea con una lunga chiacchierata sui temi più disparati (dalle carte da gioco piacentine e toscane alla grammatica, passando per la Storia e l’ enogastronomia), alternando spiegazioni erudite a battute ironiche e sferzanti. Filo conduttore, le differenze etimologiche fra Toscana ed Emilia Romagna sulla topografia fluviale, spesso usate dal “Maestrone” come pretesto per divagare e rivivere episodi della propria vita, regalando agli spettatori numerosi aneddoti e curiosità private. Si scopre quindi la sua passione per i pancakes e i marron glaces, sviluppatasi in età infantile grazie allo sbarco degli americani in Italia. Si passa poi alla rievocazione dei soldati brasiliani (definiti “brasileri” dai pavanesi dell’epoca) approdati nella Penisola al seguito degli Alleati, i quali dettero un contributo importante alla liberazione di Pistoia e Pavana dal nazi-fascismo.

“Sia io che Giuliano abbiamo vissuto le stesse esperienze, osservando il fiume Limentra. E’ lo stesso corso d’acqua che ho citato in alcuni miei brani come Amerigo e Radici. I fiumi costituiscono spesso confini naturali, oltre che sociali: in questo caso ad esempio, oltrepassando l’una o l’altra sponda si ha a che fare con dialetti, usi e costumi totalmente differenti”, ha spiegato Guccini.

Dalle sue parole fuoriesce una spiccata mitizzazione della forza della natura e delle abitudini contadine, una sorta di riedizione delle Odi Barbare di carducciana memoria. Numerose le battute sagaci o goliardiche che l’artista ha sfoggiato, di cui l’ ultima lanciata affettuosamente ai numerosi fans in procinto di invadere il palchetto per ottenere una fotografia o un autografo: “Anni fa in America trovai in un ristorante un noto cantante jazz, idolo della mia giovinezza. Nonostante la forte tentazione di alzarmi e scattarmi una foto con lui, decisi di stare al mio posto e non importunarlo. Qualcuno tra i presenti ha colto qualche analogia con la serata di oggi?”.

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